Eluana: Della Vedova, Sentenza Consulta non sia pretesto per attacco legislativo alla libertà terapeutica

Una follia subordinare la libertà di cura alla discrezionalità politica

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato Pdl e Presidente dei Riformatori Liberali

La decisione della Consulta non può divenire il pretesto per un attacco al principio del consenso informato. Il Parlamento, dopo avere contestato l’invasione di campo della magistratura, non può invadere il campo della libertà di cura e del rapporto esclusivo tra medici e pazienti. Subordinare il paziente al medico e la libertà terapeutica alla discrezionalità politica non sarebbe una prova di prudenza, ma di follia normativa.
Questo – proprio questo – avverrebbe se, nel discutere le diverse proposte di legge sul “fine vita”, il Parlamento alla fine stabilisse, come  propone il sottosegretario Roccella, che i malati hanno diritto ad esprimere o a rifiutare il proprio consenso alle cure, ma che la loro volontà non può essere fatta valere quanto riguardi alcuni trattamenti (come l’idratazione o alimentazione artificiale), o, in generale, quando il rifiuto del consenso comporti o possa comportare la morte del paziente.

Roma, 9 ottobre 2008

 


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