Se il capo non viene rispettato

http://www.tigulliovino.it/vinopigro/potere.jpgDa Corriere.it del 8 ottobre 2008

Difficile che un’azienda funzioni se non c’è sufficiente considerazione per chi è chiamato a dirigerla. È importante avere un capo dal quale si pensa di dover imparare, un capo che valorizzi i dipendenti, che sia aperto al loro contributo e alle loro idee e che sappia creare e mantenere uno spirito di squadra.

IL SONDAGGIO – Peccato che di questi tempi, quantomeno in America, la figura del boss sia decisamente in declino: secondo uno studio online realizzato da Harris Interactive e dalla società Randstad, circa la metà circa dei lavoratori statunitensi non ha una buona considerazione del proprio dirigente. Solo il 30 per cento dei 2.337 intervistati si è espresso con parole di stima nei confronti di chi guida l’azienda. Il 43 per cento reputa che il capo sia disponibile ad ascoltare nuove idee (dunque il 57 per cento non ha questa apertura) e solo il 47 per cento è disponibile a lavorare anche oltre il dovuto, nella speranza di impressionare chi comanda in azienda e nell’intento di contribuire alla sicurezza del proprio posto di lavoro.

CRISI DI FIDUCIA – Secondo Eric Buntin, della società Randstad, la forza della leadership rimane una priorità, anche e soprattutto in tempi di crisi, e il rapporto con i lavoratori è una questione cruciale. Un’azienda che non riconosce nel capo una guida è destinata all’insuccesso. La spiegazione di questo indebolimento della figura del boss è in parte dovuta proprio alla crisi finanziaria: le società sono troppo deconcentrate dai problemi finanziari e spostano la propria attenzione su altre variabili, sacrificando erroneamente le relazioni con i dipendenti. Il risultato è una disaffezione generale nei confronti del lavoro. Difficile stabilire se nasce prima la sfiducia nel capo o se quest’ultima sia solo una delle tante conseguenze della crisi generale del capitalismo, delle aziende e del profitto. L’indicazione che emerge da questo studio che coinvolge migliaia di persone è la necessità evidente di nuovi modelli di leadership e il rischio che le aziende, distratte dai conti, trascurino le persone.

Emanuela Di Pasqua


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