Sfida del museo: la rana crocifissa resta

http://images.wikio.com/images/p/939c/la-rana-crocifissa-altra-trovata-per-bestemmiare-il-crocifisso.jpgDa Corriere.it del 29 agosto 2008

 MILANO — La «rana crocifissa» resta dov’è. Le proteste, i sit in, le invocazioni alle massime autorità, la lettera di Benedetto XVI, non hanno piegato il Consiglio di Amministrazione del Museion di Bolzano. La decisione è stata assunta a maggioranza: 6 contro 3. Dunque, l’opera dell’artista tedesco Martin Kippenberger, contestata duramente secondo logiche incrociate — spirito religioso al limite del fanatismo e convenienze politiche — rimarrà esposta fino alla scadenza naturale. Cioè il prossimo 21 settembre, quando chiuderà la mostra «Sguardo periferico e corpo collettivo». E la direttrice del Museion, Corinne Diserens, che ha difeso a spada tratta la scultura, non è stata sconfessata. Le sue dimissioni paventate non ci saranno. Al contrario, Franz Pahl, presidente del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige, non ha raccolto i frutti di 9 giorni di sciopero della fame anti-blasfemia, uscendo sconfitto

Il fatto è che il verdetto favorevole alla rana non era scontato. Anzi. La composizione del Cda del Museion lasciava prevedere altri comportamenti. I membri sono 9 in tutto; 5 dei quali a nomina provinciale, 4 nominati dall’Associazione Museion. Questi, come da previsioni, hanno votato a favore della permanenza dell’opera. La sorpresa è arrivata dalla spaccatura dei 5 «provinciali», in odore di compatta adesione alla linea del Consiglio. Non è stato così. Due di loro — il museologo Dieter Bogner e l’imprenditore Heinrich Gasser — si sono smarcati. Fatto sta che il clamoroso 6 a 3 ha dimostrato che l’arte può battere la politica. Al di là del valore intrinseco della statua raffigurante una rana crocifissa che stringe in una zampa un boccale di birra e nell’altra un uovo. Kippenberger, scomparso nel 1997 a soli 44 anni, sosteneva di voler combattere l’ipocrisia di chi bada più all’apparenza che all’essenza delle cose. Questo era, secondo lui, il significato profondo della sua rana messa in croce.

Ma a Bolzano l’effetto è stato di segno diverso. Anche se, dietro la contestazione dell’opera, emerge una prosaica battaglia elettorale. Sono indette per fine ottobre le elezioni provinciali, e il clima appare incerto. La Svp, partito di maggioranza assoluta, teme di perdere voti. Allora anche la «rana» da sfrattare può far gioco nel recupero dei consensi tra i cattolici-integralisti. Contro l’opera «blasfema» si sono schierati il sindaco, il presidente della Provincia Durnwalder e il vescovo Wilhem Egger. A favore della scultura di Kippenberger, invece, si sono pronunciati la Direzione del Museion e i partiti di sinistra.

M. Fu.


No Responses to “Sfida del museo: la rana crocifissa resta”

  1. alltheshow ha detto:

    giusta, in fin dei conti, la decisione di non rimuovere l’opera, ma leggetemi qui

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