Viva l’Inno di Mameli

Di Luca Bagatin – Riceviamo e volentieri pubblichiamo

L’Inno di Mameli, ovvero il "Canto degli Italiani", fa parte del nostro patrimonio nazionale, storico e culturale.
Un canto composto dal martire del Primo Risorgimento Goffredo Mameli, patriota italiano e massone.
Senza il Risorgimento, ovvero senza le lotte borghesi e operaie di mazziniani, garibaldini e liberali, oggi l’Italia non solo non esisterebbe, ma sarebbe sicuramente meno libera.
Una libertà che l’On. Bossi ed il suo partito attribuiscono idealisticamente alla liberazione dallo "strapotere romano"…..salvo egli stesso condannare tutti quanti allo "strapotere (anche) Padano" delle Provincie, delle Comunità montane e dei piccoli Comuni inutili, che la Lega difende a spada tratta proprio perché da essi trae la sua linfa vitale e le sue poltrone sulle quali si è seduta da tempo per gestire un Potere Romano e Padano dal quale lo stesso Berlusconi deve guardarsi, se vuole realmente liberalizzare il nostro Paese.
Ora, il Risorgimento non è un periodo storico che Bossi e la Lega amano particolarmente. Forse anche perché in pochi fra loro l’hanno studiato.
Ad ogni modo anni fa conobbi Davide Scaglia, un giovane leghista pordenonese di cui ho perso le tracce ed allora Presidente del Circolo Libertario Leghista "Carlo Cattaneo". Ora, egli parlava di federalismo, ma quello serio e sensato di Cattaneo che certo non era né secessionismo né farneticazione bossiana.
Un federalismo che affondava le sue radici proprio nel Risorgimento Repubblicano (e non già monarchico o conservatore) di Giuseppe Mazzini, dal quale Cattaneo partì per sviluppare i suoi intenti.
Un federalismo puro, permeato di liberalismo economico e laicismo. Così lontano dalle sparate bossian-leghiste che odorano da qui ad un miglio di medioevo delle origini…..salvo i distinguo dei vari Bobo Maroni che francamente poco riusciamo a comprendere che cosa facciano in un partito come quello (così come ai tempi non comprendevamo che ci facevano nella Lega Nord Davide Scaglia e quelli del Circolo Cattaneo).
Ora, c’è anche chi a sinistra propone di abolire l’Inno risorgimentale o financo di modificarlo in quanto giudicato "maschilista".
L’ignoranza è una brutta bestia. Eh, se sapessero i "compagnucci" che proprio Giuseppe Mazzini fu forse il primo femminista della Storia italiana, il quale si battè per una vera emancipazione delle donne. Emancipazione, non già uguaglianza, non già mero lievellamento marxista !
E se si continuasse approfondendo la Storia risorgimentale si comprenderebbe anche come quella fosse una vera lotta per la libertà dell’Italia dal giogo straniero, certo, ma anche una lotta per l’emancipazione della classe lavoratrice (si ricordino le prime Società Operaie di Mutuo Soccorso fondate dai Repubblicani di Mazzini e Garibaldi) e per la liberazione dall’oppressione culturale e politica della Chiesa cattolica.
Mai lotta in Italia fu più nobile di quella. Nemmeno la tanto decantata Resistenza (che spesso è stata teatro dei soprusi comunisti, ovvero fascisti rossi, a danno dei democratici antifascisti) è pagagonabile alla gloria del Risorgimento. Si leggano i volumi di Giovanni Spadolini, ma anche i saggi di Nello Rosselli e se ne avrà un quadro completo.
E fu nel Risorgimento che si teorizzò l’idea di Repubblica Universale per l’Italia e per l’Europa che ancora si trovava sotto il potente giogo monarchico ed imperiale.
E fu durante il Risorgimento mazziniano e garibaldino che si teorizzò l’idea di Fratellanza delle Nazioni che poi, un secolo dopo, portò all’origine all’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Ecco allora il vero significato del "Canto degli Italiani" di Mameli.
Fratelli d’Italia, fratelli d’Europa, fratelli del Mondo, senza distinzioni di razza, colore, sesso, idali, orientamento sessuale, casta, credo religioso.
Un messaggio di semplice e lineare civiltà e religiosità laica.

Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it


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