Porno-reality, ma è (quasi) tutto da ridere

http://static.blogo.it/tvblog/grande_fratello5.jpgDa Corriere.it del 20 luglio 2008

MILANO — Guardando un reality sul mondo del porno, femmine e maschi etero reagiscono come se fosse un porno vero. O meglio. Alcune donne prendono nota di noia-routine-ridicolaggini, senza coinvolgersi nelle scene con molto sesso e molti nudi; proprio come durante i pornofilm che hanno visto per buona educazione. Parecchi uomini lo prendono seriamente.

Capita con il reality show «Ciak si giri», che segue una sgangherata troupe tra Italia, Praga, Budapest e Caraibi low cost; in onda su Fx il lunedì alle 23,20, seguito da commenti sull’apposito sito. Ad esempio «voglio associarmi ai plausi sull’attrice Vittoria Risi… il meglio è stato nella scena doppia a Santo Domingo con quei due attori… capperi che espressioni le si leggevano sul volto! Ma qualcuno mi può confermare se gode per davvero mentre gira quelle scene hard?». Vittoria Risi è una pornostar giovane, ha fatto solo tre film, in pratica ha esordito con «Ciak si giri», dove gli spettatori possono vedere come si producono le reazioni più entusiaste nel porno: a un certo punta la troupe viene ripresa svaccatissima e vestitissima in un giardinetto, tutti mugolano simulando orgasmi registrati dal fonico. Ma lo spettatore affezionato rimuove. Il reality va bene, più o meno la stessa audience tardo serale del canale vicino Fox Crime. Per girarlo, gli autori Serena Castana e Lillo Iacolino hanno seguito-guidato un gruppetto di pornoprofessionisti: l’attore Omar Galanti detto «Mr. 32 centimetri», il regista Leo Salemi, un produttore di nome Cico, un assistente romanaccio di nome Franco. Più Vittoria e attrici/attori avventizi. Più alcuni film effettivamente girati, Il diavolo sveste Praga, Al vampiro del castello piace molto fare quello, James Bondage-operazione fetish; e altri titoli citazionisti sempre inventati dagli autori. Convinti per primi che il loro reality, con le sue volgarità, i suoi piccoli squallori, i suoi ambienti e personaggi spesso sgarrupati sia già un’operazione-nostalgia rispetto al mondo del porno e a come sta cambiando.

Roba da Quartetto Cetra se paragonato a Maria De Filippi, per dire. «C’è sempre meno mercato per il porno "generalista"», spiega Castana. «Ora si trova tutto gratis su Internet, da YouPorn in giù. E per guadagnare si specializzano. Quel certo tipo di sadomaso, o di fetish, o alla fine i nostri vengono fuori come bravi ragazzi che fanno un lavoro anche ingrato». Raccontato in modo poco patinato, poco Boogie Nights e tanti alberghetti-stazioni ferroviarie-bar tristi dell’Est Europa. Rivalutato da una scenografa/costumista che non aveva mai fatto porno, e in confessionale dice: «Gli attori sono seri, specie i maschi che devono stare un attimo concentrati». Affrontato con sussiego dal regista Leo, uno che si autodefinisce «di vecchia scuola, ho fatto L’albero delle zoccole». Le sue riflessioni di fronte alla telecamera sono il filo conduttore del reality: «Il lesbo è difficile. Non ce n’è una che non ti dica "faccio il lesbo", ma poi a farglielo fare ti metti le mani nei capelli». «Brava Vittoria, era la sua prima doppia, e con due attori di quel calibro lì». Spesso spiega come simulare scene di sesso doloroso o faticoso girando con qualche trucco: «Anche questo è cinema». In effetti. E Leo fa ridere. Ma probabilmente la componente ironico-realistica di «Ciak si giri» non è la principale motivazione alla visione.

Maria Laura Rodotà


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