Archive | luglio, 2008

Microsoft studia Midori, il software che manderà in pensione Windows

http://www.retrosight.com/sandbox_blog/images/GreenButton.jpgDa Corriere.it del 31 luglio 2008

MILANO – Il nome in codice è Midori. E dovrebbe diventare il futuro sistema operativo di Microsoft. Quanto futuro non è chiaro. Ma probabilmente ci vorranno almeno 5 anni, se si pensa che per il 2010 è prevista l’entrata in scena del successore di Vista. Leggi tutto

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Eluana: Della Vedova, Conflitto attribuzione a questo punto inevitabile, ma non condivisibile

Si faccia una legge “sul” testamento biologico,  non “contro” il testamento biologico

Questo è il testo dell’intervento con cui Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl, ha motivato la non partecipazione al voto sulla deliberazione della Camera dei Deputati per l’elevazione di un conflitto di attribuzione innanzi alla Corte Costituzionale nei confronti della Corte di Cassazione e della Corte di Appello di Milano: Leggi tutto

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“Hellboy – The golden army” di Guillermo Del Toro: un’altra fantasy è possibile

Di Gianfranco Cercone

“Hellboy” è un film che può piacere a coloro che apprezzano scene come questa: un mostro, cresciuto in un battibaleno nutrendosi dell’acqua delle fogne, erompe dal sottosuolo di New York, svelle il manto stradale, manda per aria le automobili; e si erge, alto più dei grattacieli, ruggendo minaccioso. Leggi tutto

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Ombelico del mondo

SHIBUKAWA, Giappone (Reuters) – Migliaia di bambini e di adulti, molti dei quali con variopinti disegni dipinti sulla pancia, hanno preso parte nel fine settimana all’annuale Festival dell’ombelico di Shibukawa, una cittadina a nord di Tokyo, ballando per le strade. Leggi tutto

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Manovra: Cazzola e Della Vedova, norma precari può essere chiarita ma è necessaria

Dichiarazione di Giuliano Cazzola e Benedetto Della Vedova, deputati del Pdl:

“Basta cospargersi il capo di cenere per la c.d. norma antiprecari. Ci sono stati certamente degli errori da parte della maggioranza. Nulla vieta, però,che il comma della discordia possa essere chiarito e migliorato nelle sedi opportune. Non possiamo dimenticare, tuttavia, che la norma vuole affrontare e risolvere lo scandalo (il solo vero) di un contenzioso giudiziario, Leggi tutto

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Vita di coppia: cinque segnali per scovare un traditore seriale

http://byfiles.storage.live.com/y1puraKiYFgbXPgeurawaIk6lxLI5TRAAMA1uhLtsJ88vyjapSCgRCnornj8AORh-ULyQ7vB3d3kJoDa Corriere.it del 28 luglio 2008

NEW YORK – Un traditore è per sempre? Forse no. Forse c’è un modo per "recuperare" il compagno o la compagna caduti tra le braccia di qualcun’altro. Se la crisi viene superata, la coppia potrebbe uscirne addirittura più unita e forte. «Naturalmente ci sono casi in cui i partner tradiranno ancora, i cosiddetti ‘infedeli cronici’» avverte la psicologa americana Diana Kirshner, che sul suo blog di Yahoo Personals fornisce cinque ‘dritte’ per salvare il partner fedifrago. Leggi tutto

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Rai: Della Vedova, da Radicali forte e positivo richiamo, centrosinistra rifletta su ragioni empasse

L'immagine “http://www.ilsussidiario.net/img/news/TV_FN1.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl:

"L’occupazione della Commissione Vigilanza da parte dei parlamentari radicali è un forte richiamo al Parlamento, ancor oggi incapace, a più di tre mesi dall’inizio della legislatura, di assicurare le funzioni di controllo e di indirizzo generale del servizio pubblico radio-televisivo. Leggi tutto

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Ma l’unica via per rialzare l’Italia resta la “classica ricetta liberale”

di Benedetto Della Vedova, da Il Giornale di domenica 27 luglio 2008

Non mi sono mai sentito “di sinistra” e non ho mai avuto complessi, trovando più utile il distinguo riformatori-conservatori. E, soprattutto, non ho mai pensato che le posizioni o le politiche “di sinistra” fossero preferibili a quelle liberiste per fronteggiare le esigenze profonde dei più deboli.
Per questo non ho mai creduto alla superiorità del modello europeo, quello della cosiddetta economia sociale di mercato.

Del resto, come scriveva ieri sul Riformista Alberto Mingardi, chi coniò quella formula, chiarì che il termine sociale fu giustapposto a mercato essenzialmente per ragioni di marketing politico.
In questa chiave leggo le affermazioni di Silvio Berlusconi (“la nostra politica è di sinistra”), che ha stravolto la politica italiana proiettandola nel mondo post ideologico, dove le etichette ottocentesche non dicono più nulla e dove contano i fatti. Ma nel nostro paese resiste il pregiudizio “sinistra buona” versus “destra cattiva” e il Cavaliere lo cavalca da par suo, per una mera ragione semantica. Nella realtà proprio il berlusconismo ha saputo chiudere definitivamente i conti con il classismo, conquistando, dal ’94 ad oggi, sostegni trasversali al suo disegno riformatore.
Oggi il PDL, Berlusconiano e post ideologico, deve chiedersi quali siano gli strumenti per raggiungere l’obiettivo vitale: rimettere il paese in condizioni di libertà, crescita e benessere almeno pari a quelle di altri grandi paesi che come noi vivono nel mondo della globalizzazione e del petrolio a 150 dollari il barile. Per rialzarsi, l’Italia deve cambiare profondamente, oltre la Robin Tax e la social card.
Berlusconi in campagna elettorale ha fatto riferimento alla “classica ricetta liberale”: meno tasse e meno Stato, più libertà e riconoscimento del merito. Bisogna proseguire, senza stare troppo ad almanaccare sulle presunte virtù del bel mondo andato ed affrontando i problemi alla radice. La riforma della Pubblica Amministrazione disegnata da Brunetta, se realizzata con determinazione, potrà ridare un senso al costo enorme che i contribuenti sostengono per il suo mantenimento. La riapertura all’opzione nucleare avrà straordinari effetti positivi se tra cinque anni non saremo ancora alla fase declamatoria ma a quella fattuale. Il taglio, sacrosanto, della spesa pubblica dovrà essere effettivo per poi lasciare speditamente il passo al taglio dell’imposizione fiscale, altrimenti non aiuterà la crescita. Il federalismo dovrà essere competitivo sulle delle tasse e ferocemente responsabile sulle spese. La ristrutturazione di Alitalia non andrà accollata ai contribuenti ma ad imprenditori che scommettano sulla possibilità di convincere gli italiani a tornare a volare tricolore, se no meglio lasciar perdere. La pensione a cinuantott’anni è suicida ed è bene tornare a porre il problema come fa Sacconi. L’articolo 18 non difende davvero i lavoratori più forti e pone un ostacolo spesso insormontabile all’assunzione dei più deboli: ne riparliamo?
La scuola e l’università, ancora sostanziale monopolio di Stato, sono la palla al piede della nostra economia e dovranno diventarne il motore.
Se faremo questo (ed altro) l’Italia tornerà ad essere un paese che cresce, attrae investimenti, aumenta l’occupazione, paga salari più alti e ha più speranza che paura nel futuro, altrimenti no. Non saprei dire rispetto ai destini del mondo, ma per quel che riguarda gli italiani, specie per quelli che oggi hanno meno possibilità, una sana stagione di riforme liberali, di destra o di sinistra, è ancora esattamente quello che ci vuole. E Berlusconi, ne sono sicuro, lo sa.

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Jagger pensionato da 450 euro al mese

L'immagine “http://www.miragebookmark.ch/images/rolling-stones.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.MILANO - Mick Jagger ha compiuto 65 anni e questo lo rende, agli occhi dello Stato inglese, un pensionato a tutti gli effetti. Di conseguenza avrà una pensione: 91 sterline alla settimana (circa 114 euro, poco più di 450 al mese). Leggi tutto

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Malcondita LIVE

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Un nuovo blog

Le mie fotoCari amici vicini e lontani. Ho aperto un blog durante un periodo di riposo per malattia. In questo diario sto cercando di raccogliere i miei articoli e le interviste ralizzate per le testate per le quali ho lavorato. Grazie per  l’attenzione.

http://lanfrancopalazzolo.blogspot.com

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Il Sahara ci illuminerà

http://blogeko.libero.it/media/blogs/all/pannelli_solari_fotovoltaici_california.jpgDa Corriere.it del 23 luglio 2008

LONDRA – Il costo è alto (50 miliardi di euro) e il progetto ambizioso ma, con il petrolio alle stelle, sembra l’unica prospettiva di una via d’uscita. Un’immensa distesa di pannelli solari nel deserto del Sahara produrrà un giorno abbastanza energia da illuminare tutta l’Europa. Leggi tutto

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