Il FUORI ed Angelo Pezzana

http://gridskipper.com/assets/resources/2006/06/06192006.3.jpgDi Luca Bagatin – Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Quando avevo 17 anni conobbi per la prima volta la sigla F.U.O.R.I. (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), il che, per un ragazzo eterosessuale nato sul finire degli anni ’70, non è poco.
Non è poco anche perché oggi quel movimento è quasi del tutto (se non del tutto) dimenticato dagli stessi omosessuali politicamente impegnati.
A 17 anni conobbi infatti un radicale storico che in Friuli fu fra i primi a manifestare negli anni ’60 e ’70 per i diritti degli omosessuali, sull’onda di quel piccolo-grande movimento fondato da Angelo Pezzana (il FUORI, appunto) di cui nel ’97 lessi l’autobiografia "Dentro & Fuori – Una autobiografia omosessuale" edita da Sperling & Kupfer, che è poi anche la storia del FUORI stesso (movimento federato al Partito Radicale), delle sue lotte, dei suoi militanti.
L’autobiografia di un intellettuale "omo" che fece "outing" e che per mezzo di questo suo "uscire allo scoperto", pose all’attenzione dell’opinione pubblica una questione politica in anni in cui la stessa parola "omosessuale" era bollata con il marchio della depravazione.
Un ribelle intelligente, il Pezzana, che iniziò manifestando in solitaria, financo nella Mosca sovietica in cui l’omosessualità era reato ed infatti fu arrestato e rimpatriato.
Oggi Angelo Pezzana, proprietario e fondatore della più prestigiosa libreria di Torino, la Libreria Luxemburg, prosegue la sua battaglia anche a favore dello Stato di Israele ed è collaboratore del quotidiano "Libero" di Vittorio Feltri. Ha inoltre ha aperto il suo sito web: www.angelopezzana.it .
Altri tempi quelli del FUORI. Tempi di cui mi racconta da qualche tempo anche l’amico attore Peter Boom, ed militante del FUORI e neo-ideatore della Teoria della Pansessualità.
Altri anni, in cui era difficile dichiarare il proprio pensiero e modo di essere in pubblico se non si voleva essere sbeffeggiati, umiliati e financo arrestati.
Oggi è facile per i neo-militanti gay sculettare ai vari Gay Pride. Loro non hanno vissuto né vivranno mai quegli anni.
Oggi la cultura è cambiata, vi sono minori tabù e maggiori libertà proprio anche grazie a quei "vecchi" militanti. Che certo non erano "macchiette".
Di strada ve ne è sicuramente ancora molta davanti per il riconoscimento pieno dei diritti di gay e lesbiche. La mia opinione, in merito, è arcinota a chi mi conosce: unioni civili subito ! Del resto anche i partiti conservatori europei si stanno muovendo in tal senso ! Ad ogni modo la persona che ha colto in pieno ciò che veramente ci vuole è l’amico Aldo Chiarle, partigiano socialista e massone doc: si cambi l’art. 29 della Costituzione che dice al primo comma: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia naturale fondata sul  matrimonio", nel modo seguente: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia naturale fondata sul matrimonio, qualsiasi sia il sesso dei due contraenti".
Per quanto la stessa parola "sesso" spesso generi ancora "panico" e certe "pruderie" tipiche di telune mentalità morbose, prima ancora che bigotte.


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