I Paperoni saliti a 10 milioni boom per India, Cina e Brasile

http://www.clandestinoweb.com/images/stories/immagini/soldi.jpgDa Repubblica.it del 25 giugno 2008

MILANO – Sempre più impetuoso il vento dell’Est soffia sulla ricchezza del mondo. Le economie e le Borse di India, Cina e Brasile sono sempre più levatrici di grandi patrimoni, anche perché non risentono della crisi creditizia nata negli Usa un anno fa, che invece rallenta l’Occidente. L’Europa è il continente più "lento", in Italia il numero dei Paperoni resta quasi fermo (ma sono comunque ben 208 mila). Il 12° World Wealth Report di Merrill Lynch e Capgemini fotografa un 2007 a due facce per i milionari in dollari (a cambi costanti). Il plotone, 10 milioni di persone, è cresciuto del 6% dall’anno prima, un po’ meno del +8,3% precedente. Anche l’ammontare dei loro patrimoni sale, del 9,4% rispetto all’11,4% precedente: ora siamo a 40mila miliardi di dollari, 4 milioni a testa in media.

Se fino all’estate 2007 il trend era quello noto, con i paesi maturi al trotto e gli emergenti al galoppo, nel secondo semestre Usa ed Europa sono andate in affanno per la crisi di banche, consumatori e Borse; Asia, Medio Oriente e America Latina si sono avvantaggiate per il rincaro delle materie prime – alimentari e idrocarburi – di cui sono esportatori. "Il divario di crescita delle Borse nelle economie mature rispetto alle emergenti è stato significativamente più marcato nel 2007 rispetto al passato", ha detto Mauro Masciarelli di Capgemini Italia. Il risultato è che i milionari sono aumentati del 22,7% in India, del 20% in Cina, del 19% in Brasile, del 15,6% in Medio Oriente, del 14,3% in Est Europa. Per illustrare altrimenti il concetto, i "passion investments" in beni di lusso, arte e viaggi sono decollati tra i nuovi ricchi: +47% di Ferrari vendute in Asia, +32% in Medio Oriente. I russi preferiscono gli yacht, specie oltre i 60 metri, nicchia dove i loro ordini valgono il 20% del business, un primato.

In Italia la realtà dei numeri è diversa. I milionari sono saliti da 206mila a 208mila, un piccolo +1,1% che lo studio spiega con più fattori. Dalla frenata dell’export al peggioramento del credito che ha fatto scendere i consumi (e la cosa continuerà nel 2008); dal – 7% di piazza Affari nel 2007 (e a oggi il Mibtel è sotto del 25%) alla corsa dell’euro che preme sui prezzi delle materie prime. C’è poco da arricchirsi, insomma. Ma almeno i 208mila milionari non avranno i problemi di potere d’acquisto degli altri 50 milioni di italiani.

La ricerca analizza anche il modo in cui i grandi patrimoni vengono investiti. E rileva come i problemi dei mercati negli ultimi mesi del 2007 abbiano portato i ricchi a puntare su forme di risparmio più prudenti. La liquidità, i deposti e i titoli a reddito fisso hanno assorbito il 44% dei beni finanziari del campione totale (aumento del 9% sul 2006). Il comparto immobiliare conta per il 14%, un calo del 10% rispetto al 2006 per il fatto che molti ricchi hanno smobilizzato le plusvalenze su case e palazzi per mettere il denaro su porti più sicuri. Si nota, inoltre, un ritorno di interesse per i mercati locali, che sono meglio conosciuti. Se proprio si ha voglia di qualche "escursione" finanziaria, la si prova sui mercati emergenti, mentre gli Stati Uniti non sono più un obiettivo dei Paperoni.

Nel 2008 il recupero del nuovo mondo sul vecchio potrebbe intensificarsi. "La solidità dei fondamentali nei mercati emergenti è probabilmente destinata a durare", segnala lo studio, che pone due ostacoli per l’economia mondiale. Il primo riguarda i mercati maturi, alle prese con gli sviluppi della crisi dei mutui subprime. Il secondo riguarda gli emergenti, che sperimentano "alti rischi di inflazione". L’intreccio dei due temi determinerà il 2008. Anno forse di transizione come il 2007, ma i gestori di grandi patrimoni non avranno da piangerci su: lo studio prevede infatti che nel 2012 la disponibilità dei milionari sarà salita a 59mila miliardi di dollari, (+7,7%).

Di Andrea Greco

 

 

 


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