Sindacato e potere 1994 – 2008

L'immagine “http://www.renatobrunetta.it/img/renatobrunetta.png” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.Di Andrea Bernaudo – Riceviamo e volentieri pubblichiamo

_L’articolo del 1994

Il ruolo dei Sindacati è di nuovo al centro del dibattito nella trattativa per il rinnovo del modello contrattuale sul Pubblico Impiego. E’ già pronto il Decreto del Ministro Renato Brunetta che potrebbe arrivare al Consiglio dei Ministri già il 18 giugno.                                                             

La piattaforma del titolare del Ministero per La Funzione Pubblica è nota : La produttività dei lavoratori pubblici dovrà essere direttamente commisurata ai risultati ottenuti, secondo la valutazione della qualità del prodotto e dei servizi resi. Previste limitazioni anche per la carriera sulla base di automatismi dovuti all’anzianità di servizio.

Il documento, inoltre,  prevede che la valutazione del personale e dei dirigenti pubblici sia ancorata agli standards qualitativi dei servizi erogati che costituiscono criterio oggettivo e controllabile anche dall’esterno, dato l’obbligo di pubblicità degli indicatori di produttività e delle operazioni di valutazione e del rendimento dei dipendenti.                                           

Il coraggioso Ministro vuole licenziare lo statale che presenti un certificato contenente false attestazioni di malattia, macchiandosi del reato di truffa aggravata.                                        

Su questa ultima proposta mi rimane un dubbio inquietante:  fino ad ora in questi casi cosa era previsto, una promozione ?                                                                                                                                                                      

In tre parole il decreto di Brunetta vuole immettere nella Pubblica Amministrazione: Efficienza, diligenza e semplificazione.  E chi non è d’accordo ? La Cgil che ha abbandonato, dopo appena 15 minuti, il primo tavolo di confronto sul pubblico impiego convocato dal ministro, intralciando da subito l’iter della salutare,  quanto mai urgente,  riforma della disastrosa burocrazia italiana.

Da liberali, come quattordici anni fa e a distanza di sei lustri dagli insegnamenti di Milton Friedman, dobbiamo dire: “forza Ministro! La sua azione è davvero rivoluzionaria per il nostro Paese e se portata davvero avanti, senza troppi compromessi, con determinazione e superando lo scoglio del Sindacato/Parastato, contribuirà a rimettere il vetusto carrozzone del pubblico impiego finalmente in carreggiata.

Ai lavoratori ed ai i loro “presunti” leaders Sindacali, vale ancora  l’appello del ’94:

“E’giunto il momento, di spostare il dibattito politico sull’intoccabile sindacato, sul ruolo che ha avuto nella bancarotta fraudolenta nella quale ci troviamo, sulla sua funzione e sul fatto che, ogni anno, nelle sue casse finiscono decine di centinaia di miliardi in modo illiberale, riducendo a zero la rappresentatività di questa istituzione che niente più ha in comune con quel "movimento spontaneo di lavoratori" che invece dovrebbe essere. Se non si discute di questo, se non si restituisce il sindacato alla sua naturale funzione, ai lavoratori, ai disoccupati e ai pensionati, i conservatori continueranno con le falsificazioni contro i provvedimenti economici di questo governo, utilizzando la complicità di un sindacato che è teso più a mantenere il potere,  illegittimo, che ha di influenza sulle scelte politiche ed economiche del governo, che a tutelare e a rappresentare chi lo finanzia”

Chiedo scusa per l’auto-citazione.

 


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