“Il Pdl ha il 40%, non sia il partito di Ratzinger”

L’esponente laico: il voto dei credenti è ininfluente, si è sparso su tutti

Intervista a Benedetto Della Vedova, da Il Corriere della Sera di sabato 7 giugno 2008

Benedetto Della Vedova, deputato del partito del premier, ex radicale, canta fuori dal coro: “Il Pdl non può diventare il partito del Papa”.
Perché?
“Il problema non è della Chiesa, ma della politica. Non è del Papa ma dei papisti. Il Pdl non può diventare il partito del Papa, perché rappresenta direttamente il 40 per cento del Paese e tendenzialmente tutta l’Italia.”
Secondo gli ultimi dati, però, ben il 60 per cento dei cattolici hanno votato Pdl…
“Mah, sarei più prudente, mi attengo alle analisi sui flussi di voto fatte dal Sole 24 Ore, da cui si dimostra che il voto cattolico si è spalmato su tutti i partiti. E’ stato molto distribuito e quindi, alla fine, è ininfluente”.
Secondo lei allora ha ragione Pannella?
“Ho sempre dissentito dai miei amici radicali e, in particolare da quel grande religioso laico che è Pannella, quando hanno gridato contro i pronunciamenti del Papa e di Ruini, bollandoli come interventi a gamba tesa, tranne poi applaudire quando fa comodo come sugli immigrati… Detto questo, se vogliamo fare il partito dell’identità cattolica, facciamo come Casini: un partito del 5 per cento. Un grande partito fatto insieme di cattolici e di laici, di eterosessuali e omosessuali, deve avere la sua autonomia”.
E lei cosa vorrebbe?
“Quello che ha detto Berlusconi in campagna elettorale: un partito anarchico (cioè liberale) sul piano dei valori, un partito che rifugge da un’etica di Stato e quindi da un’etica di partito”.
Il Papa parla di una “sana laicità”, non va bene?
“Io parlerei di “sano relativismo”, non è vero che il relativismo porti necessariamente al nichilismo: valutare una molteplicità di punti di vista può essere utile. Del resto tutti i partiti confluiti nel Ppe, la pensano allo stesso modo”.
Oggi a Roma ci sarà il Gay Pride: lei è d’accordo con i matrimoni omosessuali?
“Sulla regolamentazione dei diritti delle coppie gay ha ragione Rajoy, il leader del Partito popolare spagnolo: “Gli cambino nome”. Non può essere un matrimonio, ma non possiamo chiudere la porta in faccia a queste persone. Un ragionamento simile vale dall’aborto alle staminali”.

M. Antonietta Calabrò


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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