Il fenomeno endemico della fame è aggravato dalle distorsioni “dirigiste” del mercato e dall’assenza di diritto e democrazia nei paesi del sud del mondo

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl

Di fronte all’emergenza della fame, che coinvolge circa un sesto dell’umanità, occorre prevedere un piano straordinario di aiuti, come ha detto con chiarezza il Presidente del Consiglio Berlusconi. Tuttavia, nell’immaginare strategie di lungo periodo capaci di contrastare il fenomeno endemico della fame e della denutrizione, occorre uscire dalla logica dell’emergenza e guardare ai fattori che “strutturalmente” lo favoriscono e accompagnano.
La lotta alla fame non può diventare lotta al mercato e alla globalizzazione, cui si deve al contrario il progresso di molti paesi del sud del mondo. Al contrario, come mi sembra abbia suggerito il segretario generale dell’Onu Ban-Ki-Moon il ripristino di condizioni di mercato (“distorte” da politiche di sussidi, vincoli e protezioni) è un passaggio essenziale per arginare la crisi alimentare.
Parimenti, la polemica contro il mercato e le sue insufficienze non deve fare dimenticare che la fame è anche e soprattutto figlia dell’assenza di diritto e democrazia e della devastante corruzione politica propria dei regimi autocratici.

Roma, 3 giugno 2008