Fao: Della Vedova, Giusti gli aiuti umanitari, ma la lotta alla fame non diventi lotta al mercato

Il fenomeno endemico della fame è aggravato dalle distorsioni “dirigiste” del mercato e dall’assenza di diritto e democrazia nei paesi del sud del mondo

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl

Di fronte all’emergenza della fame, che coinvolge circa un sesto dell’umanità, occorre prevedere un piano straordinario di aiuti, come ha detto con chiarezza il Presidente del Consiglio Berlusconi. Tuttavia, nell’immaginare strategie di lungo periodo capaci di contrastare il fenomeno endemico della fame e della denutrizione, occorre uscire dalla logica dell’emergenza e guardare ai fattori che “strutturalmente” lo favoriscono e accompagnano.
La lotta alla fame non può diventare lotta al mercato e alla globalizzazione, cui si deve al contrario il progresso di molti paesi del sud del mondo. Al contrario, come mi sembra abbia suggerito il segretario generale dell’Onu Ban-Ki-Moon il ripristino di condizioni di mercato (“distorte” da politiche di sussidi, vincoli e protezioni) è un passaggio essenziale per arginare la crisi alimentare.
Parimenti, la polemica contro il mercato e le sue insufficienze non deve fare dimenticare che la fame è anche e soprattutto figlia dell’assenza di diritto e democrazia e della devastante corruzione politica propria dei regimi autocratici.

Roma, 3 giugno 2008


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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