10 cose da evitare ad una Comunione

Di Marianna Mascioletti

Uàn) Evitare di cadere dai tacchi sulla soglia della chiesa, slogandovi una caviglia e facendo conseguentemente partire un bestemmione che, per via del contesto, potrebbe non essere apprezzato dagli astanti come merita, nella sua pienezza artistica;
Tù) Evitare di presentarvi con abbigliamento punkabbestia e capelli tinti di verde, se non è il vostro stile abituale. Il mondo potrebbe non capire, e sì che fare la figura dei geni incompresi alla fin fine fa molto figo, ma fare la figura dei cretini no, non c’è verso che faccia figo in alcun modo;
Trì) Evitare di reindossare capi semieleganti rimasti nell’armadio per tre anni: se non li avete indossati per tanto tempo, una ragione (macchia indelebile/buco sotto l’ascella/fili pendenti/zip incastrata) ci sarà, e probabilmente la scoprirete quando sarà troppo tardi per cambiarvi;
Fòr) Evitare di appartarvi con quel giovane attraente conosciuto mentre fumavate una sigaretta fuori dalla chiesa durante la cerimonia: specie se non frequentate raduni familiari da un po’ di tempo, potreste correre il rischio che sia un vostro parente. Strettissimo, per giunta;
Fàiv) Evitare di appartarvi con quell’attraente signore di mezz’età che avete conosciuto facendo la fila ai bagni del ristorante, e che sembra non aver nessuna fretta di rientrare in sala: quasi sicuramente o soffre di prostata, o è il marito di un’Erinni in leopardo ricchissima e molto amica della vostra famiglia, la quale non esiterà a pronunciare vendetta, tremenda vendetta su di voi e su tutti i vostri parenti fino al quattordicesimo grado (compreso l’eventuale giovane attraente di cui sopra, e non è una bella cosa);
Sics) Evitare di amareggiare trisavoli/e con rispostacce alla Daria: possono essere tollerabili solo se siete adolescenti ribbbelli incazzate con l’universo e col sistema borghese, e voi, anche se ormai si è "giovani" fino a quarantacinque anni e tutta questa fuffa qui, "teenager" in senso stretto non lo siete più da parecchio tempo;
Sevvven) Evitare di farvi coinvolgere in discussioni politiche dalla zia professoressa di lettere: dopo un quarto d’ora, vi sorprenderete a ripensare i vostri parametri di misurazione della spocchia sinistrista, ammettendo che sì, in fondo D’Alema è un simpatico compagnone e Travaglio è un giovane tanto umile e un grande alfiere del garantismo;
Eit) Evitare di farvi coinvolgere in discussioni politiche dal capufficio di vostra madre: dopo un quarto d’ora, vi sorprenderete a invocare mentalmente un Bossi o un Calderoli, che sì, sono razzisti verso gli immigrati, ma meno di lui, e comunque almeno sono divertenti e folkloristici e potrebbero ravvivare la giornata;
Nàin) Evitare di farvi coinvolgere in profonde discussioni teologiche da chiunque, soprattutto dopo aver bevuto lo champagne all’etanolo del brindisi, gentilmente offerto dal discount, e quei sette/otto bicchieri di vino: dopo un quarto d’ora, vi sorprenderete ad autoconvincervi che quello che state dicendo ha un senso, e comincerete a sparare scemenze sempre peggiori, alternando reminiscenze platoniche della scuola superiore e traballanti traduzioni di testi di Bob Dylan. Il che è sempre piuttosto patetico, ma, in un ambiente frequentato da bambini di dieci anni, è a maggior ragione decisamente sconsigliabile per motivi che non sto qui ad elencare;
Tènn) Evitare di rispondere, a chiunque vi chieda che fine avevate fatto nei precedenti tre anni, con l’enunciazione dell’Undicesimo Comandamento ("Fatti i c…i tuoi"). Inventare, in alternativa, mirabolanti avventure che vi hanno tenute lontane dagli altrimenti imperdibili raduni familiari degli ultimi tempi: se sono verosimili farete la figura delle strafighe, se non lo sono, l’interlocutore si sentirà preso per i fondelli e comunque vi lascerà in pace.

("Nanana nanana na I will survive, I will survive…")


Comments are closed.