Videogiochi: non solo violenza – AUDIO

Da Repubblica.it del 24 maggio 2008

ROMA – Finora era stata ampiamente analizzata la relazione tra videogame e aggressività, ma secondo gli studiosi i videogiochi hanno anche dei pregi. E non da poco: stimolano la creatività e la capacità di risolvere quesiti e problemi. Lo dimostra uno studio di Shyam Sundar, direttore del laboratorio multimediale della Penn State University in Usa.

Secondo l’indagine, i videogame sono capaci di risvegliare le emozioni, e non solo quelle di tipo negativo, come appunto la rabbia o l’aggressività, e danno quella carica di energia che serve a sprigionare la potenza creativa che è in noi. Lo studio, che ha coinvolto quasi 100 giovani, è stato presentato alla 58/ima conferenza annuale della International Communication Association (ICA) in corso a Montreal.

Secondo i dati presentati in occasione del lancio del nuovo videogioco “More Brain Training”, in Europa sarebbero ben sessantotto milioni le persone che almeno una volta l’anno fanno una partita, e di questi quasi tre giocatori su dieci (più di 18 milioni) hanno tra i 30 e i 75 anni. Il numero di over-30 ‘giocatori’, quindi, è ormai quasi pari a quello del pubblico tradizionale di adolescenti e preadolescenti (10-19 anni – 20 mln di giocatori in Europa). E c’è un’altra novità: quasi la metà dei giocatori (4 su 10) è donna. Inoltre ben il 55% degli intervistati ritiene che il videogame stimoli l’intelletto e la creatività molto più di film e televisione e il 47% ritiene che “faccia pensare”.

Oggi ci sono videogame con gli intenti più disparati: per fare sport, quelli per allenare la mente, altri contro l’invecchiamento: è diventato il nuovo business della salute e c’è già chi li propone come antistress e le case produttrici si organizzano per idearne di nuovi mirati proprio agli ‘effetti terapeutici’ promessi. Non solo, prima assoluta per l’Italia, all’Università Cattolica di Roma sono usati anche come ausilio didattico per la formazione degli aspiranti city manager. Per il corso in economia e gestione dei servizi gli studenti si allenano a colpi di ‘SimCity Societes’, un superclassico dell’entertainment digitale. Stimola a prendere decisioni e aiuta la propensione alla creatività, hanno spiegato dall’ateneo.

Niente di più vero, come dimostra adesso lo studio Usa, secondo cui, grazie ai videogiochi, ci si può caricare di energia positiva che aiuta a slanciare la mente nel regno dell’estro. Sundar ha chiesto a un gruppo di studenti di cimentarsi in ‘Dance dance revolution’, un gioco musicale in cui devi spostarti su una pedana, virtuale o reale, a tempo di musica e seguendo le direzioni che ti dà il computer.

Il grado di eccitamento dei giovani è stato misurato sia con un misuratore di elettricità cutanea, sia attraverso questionari. Inoltre, prima e dopo le partite, i ricercatori hanno misurato la creatività dei volontari ed anche la loro capacità di risolvere problemi con test predisposti ad hoc. I giovani dopo le partite hanno dichiarato di sentirsi più rilassati, i test hanno documentato ‘obiettivamente’ che la loro creatività ha preso vita dopo aver giocato.

“I videogame non sono solo un passatempo – ha concluso Sundar – stiamo cercando di capire come trasformarli in ausili didattici”, studiando cosa in particolare suscita nel giocatore le emozioni giuste per slanciare la mente.


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