Grillo: il conformismo culturale

http://decidiamoinsieme.it/wp-content/uploads/2007/09/grillo1.jpgDi Andea Billau – Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Alla luce di quanto ho scritto riguardo a Di Pietro e l’immigrazione voglio occuparmi anche di un altro dei “campioni”, eletti dai media,  come oppositori ufficiali del veltrusconismo: Beppe Grillo.

Grillo, ancor più di Di Pietro, rappresenta il conformismo culturale che domina il nostro Regime ed esprime il contrario della cultura liberale, ma anche socialista, classica, cioè un populismo che, come tutti i populismi, propone un’identità popolare brada, che ha la sua forza d’attrazione nell’essere sempre contro e mai per qualcosa; una pura reattività che fu anche all’origine del fascismo nostrano che, contro il socialismo internazionalista, si inventò un socialismo nazionale che non tollerava le diversità. Venne mobilitata la paura dell’altro e a una politica ragionata si sostituì una politica delle emozioni: lo straniero divenne il capro espiatorio del disagio popolare. Chi vede Grillo lo sente spesso ironizzare con un “italiani!!” di chiara memoria, ma a chi ha letto o sentito le sue dichiarazioni sull’immigrazione- “non c’è la possiamo permettere con questi numeri!”- non possono non far venire in mente assonanze reali, se non con vecchi fenomeni, con il nuovo populismo che conquista consensi con il richiamo al “padroni a casa propria!” Nessuno nota questa uniformità di pensiero in cui è inserito a pieno titolo Grillo, tantomeno i media che attraverso la “neolingua” spacciano per contestatori dell’esistente coloro che invece ne sono i massimi consolidatori. Grillo è apparentemente al di fuori della “casta”, ma invece  totalmente accomunato alla stessa sul piano culturale.

E’ proprio lo sguardo dell’altro da sé che può rivelare la falsa coscienza che si spaccia come informazione e  far capire come oggi l’atteggiamento verso l’immigrazione sia una discriminante per discernere chi sta dentro o fuori del Regime. 


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