Negli USA il dibattito tra Stato e Moschea genera violenza

http://howyoudoin.files.wordpress.com/2007/11/800px-usa_flag_mapsvg.png?w=310&h=199di ©Charles C. Haynes* – Tradotto da Alessandro D’Ovidio su autorizzazione dell’autore.
11 maggio 2008

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Ciò che avrebbe dovuto essere una tipica disputa “da legali” su questioni religiose in un’aula scolastica si è trasformata, in una scuola riconosciuta del Minnesota, in un imbroglio che ha coinvolto l’FBI e fomentato minacce di morte contro i dirigenti scolastici.Le accuse contro le scuole che sponsorizzano la preghiera non provocano di solito minacce di violenza, ma Tarek ibn Ziyad Academy (TIZA) a Inver Grove Heights (Minnesota) non è una scuola pubblica “normale”.

TIZA è una scuola pubblicamente riconosciuta che riprende il nome di un capo musulmano dell’VIII° secolo. E’ situata in un’area affittata dalla Società Musulmana Americana del Minnesota, include nel programma di studi l’arabo come seconda lingua ed è frequentata in larga parte da musulmani – un fattore, quest’ultimo, che genera non poche controversie nell’America post 11 settembre.

Come volevasi dimostrare, la controversia è puntualmente scoppiata lo scorso mese dopo che Katherine Kersten, editorialista del Minneapolis Star Tribune, ha avanzato l’idea provocatoria che TIZA possa essere una “scuola musulmana” finanziata dai contribuenti americani. La prova lampante di tale asserzione consisterebbe nella testimonianza oculare di una insegnante supplente, che ha denunciato, tra le altre cose, come un’assemblea del venerdì a cui ha partecipato sia stata in effetti un incontro di preghiera seguìto da tutti gli studenti.

La notizia dal Minnesota di una “madrassah”, che in arabo significa solo “scuola”, ma che ha assunto in occidente la connotazione negativa di “scuola religiosa islamica”, si è diffusa in un lampo su internet. Robert Spencer, un critico di lungo corso dell’Islam, ha insinuato che TIZApotrebbe far parte di una grande “jihad” (lotta dei musulmani contro gli infedeli) tesa a minare la civiltà occidentale. Non ci si deve quindi stupire se TIZA ha ricevuto quelle che il suo direttore descrive come “numerose minacce di morte e molestie telefoniche o a mezzo posta
elettronica”.

L’ondata di isteria che ha colpito TIZA è solo l’ultimo esempio dei crescenti attacchi contro musulmani e istituzioni musulmane presenti negli Stati Uniti. Il personale scolastico è ben conscio del fatto che l’ ”islamofobia” può andare oltre le parole, fino a degenerare in atti di violenza. Il gran giurì federale di Nashville ha recentemente accusato tre uomini in connessione con un incendio doloso che ha colpito il Centro Islamico di Columbia (Tennessee).

Alcuni reportage giornalistici sulla scuola, e in particolare un rapporto investigativo redatto da KARE 11 News di Minneapolis, hanno per fortuna fornito un’immagine più accurata e obiettiva di quanto si verifica nell’istituto. Da tali resoconti si può dedurre che gli amministratori di TIZA sono sinceri nel perseguire il loro proposito di gestire una scuola non settaria. Secondo Wendy Swanson-Choi, il principale insegnante che negli gli ultimi tre anni ha
osservato ogni classe, durante le ore diurne non viene effettuata alcuna istruzione religiosa, e non c’è da parte degli insegnanti la minima sollecitazione affinché gli studenti partecipino ad attività religiose.

Se è vero che molti studenti frequentano classi doposcolastiche di studi islamici tenute da membri della comunità, non si può negare che ciò avvenga anche in campo cristiano in molte scuole elementari pubbliche nazionali, e con il beneplacito della Corte Suprema degli U.S.A.
Anche non incoraggiando la partecipazione a pratiche religiose – e tale è una delle accuse che necessita un’indagine più approfondita – la scuola ha violato il Primo Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, che proibisce la sospensione delle lezioni e/o la partecipazione a servizi religiosi nell’ambito di una scuola pubblica. Gli studenti possono pregare a loro piacimento durante le ore libere, ma le scuole non possono organizzare o approvare alcunaseduta di preghiera.

Sembrerebbe che, lungi dal rappresentare un complotto per la colonizzazione dell’America, TIZA sia una scuola riconosciuta che manifesta idee piuttosto confuse su ciò che non è permesso dal Primo Emendamento della

Costituzione americana.
The First Amendment
to the Constitution of the United States
Congress shall make no law respecting an establishment of
religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging
the freedom of speech, or of the press; or the right of
the people peaceably to assemble, and to petition the
government for a redress of grievances.

LA SEPARAZIONE TRA STATO E CHIESA RAPPRESENTA ANCHE LA
SEPARAZIONE TRA STATO E MOSCHEA – e la voce “pubblica” nello statuto delle
scuole riconosciute richiede che i funzionari di TIZA evitino qualsiasi sostegno di alcun genere
a pratiche religiose, anche se concesso per soddisfare le esigenze spirituali degli studenti.
TIZA può aver trasgredito il dettato del Primo Emendamento – e sarà il Dipartimento
dell’Istruzione del Minnesota a determinare e, se necessario, a rettificare tale inosservanza – ma
è superfluo aggiungere che una nazione rispettosa della legge non può tollerare molestie via
posta elettronica e minacce di morte, neanche per vendicare la violazione del nostro prediletto
Primo Emendamento.

Se dobbiamo usare l’FBI per proteggere una scuola dall’odio e dalla violenza vuol dire
che in America qualcosa sta andando terribilmente storto…

* Charles C. Haynes, cittadino americano, è un affermato ricercatore, responsabile
dei programmi scolastici del First Amendment Center. Haynes è attualmente
presidente del Character Education Partnership. E’ molto rinomato per la sua opera su
questioni relative al Primo Emendamento, svolta nelle scuole e comunità di tutti gli stati
dell’unione. Si è laureato alla Harvard Divinity School e possiede un dottorato presso la
Emory University. E’ autore e coautore di sei libri, ed appare frequentemente, in veste di
ospite, in trasmissioni radiofoniche e televisive. Un suo profilo è stato pubblicato da The
Wall Street Journal.

** La Costituzione americana è stata emendata dal 1791 solo in diciassette
occasioni, in quanto i primi dieci dei ventisette emendamenti vennero ratificati
simultaneamente dagli stati. Il Primo Emendamento garantisce la libertà di culto, parola e
stampa; il diritto di riunirsi pacificamente; e il diritto di appellarsi al governo per correggere i
torti. Esso inoltre proibisce al Congresso di “fare alcuna legge per il riconoscimento di
qualsiasi religione” — rendendo questo emendamento un campo di battaglia delle guerre culturali
della fine del XX° secolo.


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