Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl

Il Governo ha il dovere di rispondere alla domanda di sicurezza dei cittadini e di farlo con l’urgenza e la determinazione che la situazione comporta. Ma se si vuole porre mano a misure efficaci e applicabili è necessario provvedere a distinguere la condizione degli immigrati “irregolari” (che sono entrati clandestinamente in Italia) e quella degli stranieri criminali (che sono stati incriminati o condannati per reati contro la vita, la libertà e la proprietà di altri cittadini). Non è un malinteso buonismo, ma innanzitutto un’esigenza di efficienza e di rigore ad imporre questa preliminare distinzione. Come è noto ormai a chiunque, l’esercito dei clandestini è maggioritariamente composto da immigrati che lavorano presso le famiglie e le imprese italiane. Dei 650.000 clandestini stimati, una larga parte sono di fatto già “censiti” dal Viminale, perché i datori di lavoro, usando lo strumento del decreto-flussi, ne hanno chiesto l’assunzione. Assicurare loro un rapido percorso di integrazione giuridica, è il modo migliore per circoscrivere e inquadrare il “bersaglio criminale” che il Governo deve, giustamente, colpire.

Roma, 16 maggio 2008