Sicurezza: Della Vedova, Urgenti misure per sicurezza, ma non confondere criminalità e clandestinità

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl

Il Governo ha il dovere di rispondere alla domanda di sicurezza dei cittadini e di farlo con l’urgenza e la determinazione che la situazione comporta. Ma se si vuole porre mano a misure efficaci e applicabili è necessario provvedere a distinguere la condizione degli immigrati “irregolari” (che sono entrati clandestinamente in Italia) e quella degli stranieri criminali (che sono stati incriminati o condannati per reati contro la vita, la libertà e la proprietà di altri cittadini). Non è un malinteso buonismo, ma innanzitutto un’esigenza di efficienza e di rigore ad imporre questa preliminare distinzione. Come è noto ormai a chiunque, l’esercito dei clandestini è maggioritariamente composto da immigrati che lavorano presso le famiglie e le imprese italiane. Dei 650.000 clandestini stimati, una larga parte sono di fatto già “censiti” dal Viminale, perché i datori di lavoro, usando lo strumento del decreto-flussi, ne hanno chiesto l’assunzione. Assicurare loro un rapido percorso di integrazione giuridica, è il modo migliore per circoscrivere e inquadrare il “bersaglio criminale” che il Governo deve, giustamente, colpire.

Roma, 16 maggio 2008


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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