Festival VentiEventi a Milano: quando le culture si muovono perché stare fermi?

L'immagine “http://www.fdvlab.org/index_files/mascherenere-x.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.Di Manuel Antonini – Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Qualcosa di nuovo bolle in pentola…dal 9 maggio all’8 giugno, infatti, si terrà il Festival VentiEventi, organizzato da MaschereNere con il patrocinio e il contributo della Provincia di Milano, una rassegna interculturale interamente dedicata alla musica, al teatro e alla danza.

Il programma della manifestazione prevede venti appuntamenti, sparsi in varie zone di Milano e Provincia, dove diversi artisti “extra-comunitari” e italiani, più o meno affermati, si succederanno sulle scene per dare spazio alla loro arte e creatività.

La manifestazione, alla sua prima edizione, non ha certo timore di far vanto di un tema ambizioso. Durante la conferenza stampa di presentazione presso il Teatro Ariberto, le parole del presidente di MaschereNere e direttore artistico del Festival, l’attore senegalese Modou Gueye, sono chiare: “Vogliamo incentivare il dialogo interculturale, dar voce ai migranti, fare emergere le loro culture e i loro valori artistici per promuovere un reale scambio culturale, per mostrare i migranti come risorse, come portatori di ricchezza e attori di produzione culturale”. 

Non è un caso, infatti, che il sottotitolo dell’iniziativa recita “Culture in movimento”: “il progetto” prosegue Modou Gueye “non è solo un festival ma un’idea di per creare un laboratorio interattivo di incontro, un’originale vetrina sul mondo della commistione dei linguaggi”. Le culture, infatti, sono in movimento. Sembra di sentire il noto antropologo Clifford James quando diceva attorno agli anni ’60: “i frutti puri impazziscono!”, volendo significare con una metafora poetica quanto le nostre culture siano esito di contaminazione, di incontri e di negoziazioni continue. 

VentiEventi, poi, oltre a essere vetrina di culture in movimento, fa muovere le culture stesse “Abbiamo deciso di coprire più spazi possibili della provincia, coinvolgendo comuni limitrofi della periferia, perché vogliamo dialogare con altre realtà. Conoscere e farci conoscere andando incontro, senza escludere nessuno”. Un aspetto molto apprezzato dall’Assessorato alla cultura della Provincia: “siamo contenti e orgogliosi di patrocinare un evento così ricco di programmi e capace di coinvolgere anche diversi comuni, oltre quello di Milano. Un’iniziativa importante non solo per il suo carattere sociale, ma anche per la qualità e la valenza artistica della manifestazione”. 

Già, perché il rischio di questi eventi è sempre quello di sottolineare l’aspetto folcloristico e ridurre lo sforzo a qualcosa di esotico o, come dice lo stesso Modou Gueye,“a tamburi e cous cous”. In realtà la scelta stessa del titolo, il neutro “VentiEventi – Culture in movimento”, senza richiamare in alcun modo l’Africa o qualsiasi altra connotazione geografica extra-europea, è proprio quella di andare oltre l’esotismo della cultura altra e affermare l’esigenza di un incontro fra persone e valori culturali (perché poi le culture sono portate in giro dagli esseri umani) capaci di valorizzarsi reciprocamente e insieme contaminarsi. La volontà dell’iniziativa è quella di uscire dalla ghettizzazione di un’etichetta, “l’extra-comunitario”, vista spesso solo attraverso il riflesso della delinquenza e della marginalità, per affermare sia la dignità dei valori culturali dei quali ogni uomo è portatore, sia la qualità artistica degli eventi in cartellone. 

In linea con questo obiettivo, recentemente è stata anche avviata da Modou Gueye e dal suo collaboratore Baye Diouf un’agenzia di produzione per sostenere le espressioni artistiche dei migranti e non solo, di tutti quegli artisti capaci di farsi attori di sviluppo interculturale. Come spiega Diouf :“intendiamo promuovere artisti migranti non tanto perché possano portare colore ai diversi festival, ma per valorizzare la loro qualità e professionalità. Il nostro sogno, poi, non è solo permettere ad artisti extra-comunitari di poter avere spazio sulle scene italiane, è portare un giorno artisti italiani in Senegal per fare una tournée. Insomma, essere più di un’agenzia dove sbrigare pratiche burocratiche e avere contributi, bensì un centro creativo di scambio culturale, di incontro, di collaborazione e di ospitalità”. Un’iniziativa sostenuta con forza anche dalla Provincia, poiché proprio da un incontro con l’assessora Daniela Benelli ha cominciato a germogliare l’idea in questione, poi inseguita dal fiuto del vulcanico Modou Gueye e dai suoi collaboratori. E la neonata agenzia si è subito messa al lavoro con un fax e un telefono, organizzando la prima tournée italiana dell’artista Coumba Gawlo, la voce d’oro del Senegal, nota in Francia e ambasciatrice Unicef e Fao. La prima data dei suoi concerti, ovviamente il 9 maggio, proprio in concomitanza con l’aprirsi del Festival VentiEventi al Teatro Ariberto e al North Carolina Café. Poi via da Milano per girovagare in tutta Italia: Genova, Pisa, Cantù, Porto Recanati, Voghera, Torino e Roma.

Il Festival VentiEventi, insomma, è la perfetta occasione per gustarsi eventi artistici di qualità e allo stesso tempo scoprire come la diversità e la contaminazione con un’altra cultura sia limite e fonte di ricchezza in pari tempo. Già perché i limiti sono risorse, sono i confini che permettono di scoprire e riscoprirsi, di farsi consapevoli, di accettare e accettarsi. Solo così l’incontro tra culture non fagocita o assimila le differenze, ma le valorizza e le esalta in un dialogo capace di innovare e portare ricchezza ad entrambe le parti. Solo così l’arte diviene sviluppo culturale. 
A tal proposito, viene in mente la frase usata dall’amministrazione fiorentina per promuovere gli eventi in programma nella loro città: “le idee fanno paura solo a chi non ne ha!”. Parafrasando, il Festival crede dire che l’incontro con le culture fa paura solo a chi non è portatore di nessun valore culturale. Insomma, se le culture si muovono, perché stare fermi? Forse perché non si ha un bagaglio da portarsi dietro?


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