John Lennon cancella Tolstoj così l’ Ucraina beffa Mosca

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e8/Lev_Tolstoj.jpgDa Repubblica.it del 4 maggio 2008

Persino dalle vie ci cancellano, è il grido indignato che sorge dalle pagine dei giornali russi o da certi servizi tv: passi sostituire le targhe stradali che inneggiavano all’ Unione Sovietica, a Lenin, ai generali dell’ Armata Rossa, ai grandi burocrati della nomenklatura di partito, il repulisti è stato fatto sistematicamente e 800 strade legate al passato Urss si sono aggiornate a quello dell’ Ucraina indipendente dal 1991.Ma prendersela coi poeti, con gli scrittori, con gli scienziati, con gli uomini che hanno arricchito il patrimonio culturale dell’ umanità e che non sono stati portavoce di nessun regime, questo è davvero più che uno scandalo, è un segno di barbarie. Bisogna capirli, i russi. Soffrono di non essere più amati da quelli che sino a pochi anni fa consideravano "popoli fratelli". Scoprire d’ essere odiati, come sta succedendo in Ucraina, li sconcerta, li mortifica. Da qualche tempo, infatti, nell’ Ucraina che fu culla della Russia medievale, è di moda cambiare la toponomastica, in un rigurgito di patriottismo e di mancato rispetto per la grandezza dei personaggi illustri che trasforma certe iniziative in gesti imbecilli: per esempio, si liquida l’ immenso scrittore Leone Tolstoj sostituendolo con John Lennon, oppure Ivan Turgenev con gli "eroi della Upa", l’ esercito ribelle nazionalista ucraino creato nel 1942 che, per scrollarsi di dosso i sovietici, si alleò inizialmente coi nazisti. Al loro capo, il generale Roman Shukhevic, il Terzo Reich conferì la Croce di ferro e il titolo di sturmfurher (luogotenente) delle Ss. Il suo ritratto campeggia ovunque, nella città di Leopoli – in ucraino Lviv, in russo Lvov. Lo stesso presidente Viktor Yushenko lo ha proclamato "eroe dell’ Ucraina", perché per gli ucraini la storia non finì così. I tedeschi arrestarono i leader dell’ Upa perché avevano proclamato l’ indipendenza dell’ Ucraina e l’ Upa combatté sia i sovietici che i nazisti. Stradalmente parlando, Shukhevic è subentrato ad Alexandr Pushkin, il sommo poeta russo. Anzi, sono due le strade di Leopoli reintitolate a colui che era soprannominato "generale Taras Cjuprynka". La seconda portava il nome di Vladimir Bechterew, eminente neurofisiologo e psichiatra fondatore della scuola di Riflessologia e Patopsicologia, che studiò la formazione del cervello e investigò sui riflessi condizionati. E che dire di Massimo Gorkij? Un giorno si rifiutò di tradurre uno dei suoi libri in ucraino: «è un semplice dialetto regionale», disse. Oggi paga pegno: sparisce dalle mappe. Fa posto a via Abramo Lincoln. Dalla Russia agli Usa: un segno di reverenza all’ amico americano dell’ attuale dirigenza ucraina filoccidentale. Simili blitz sono all’ ordine del giorno e i grandi di Russia cadono vittime di questo conflitto della memoria, in nome dell’ identità nazionale ucraina. Resistono all’ est dove la minoranza russofona è maggioranza, e dove polemicamente resistono persino i simboli dell’ Urss. Ma a Kiev, o meglio a Kyiv, la capitale, si è deciso di mandare in magazzino 18 sculture di Lenin. Nelle scuole ucraine va ancor peggio. La traduzione di un testo classico per ragazzi come il famoso romanzo "Taras Bulba" di Nikolaj Gogol, è stata manipolata in senso nazionalista. Gogol ebbe il difetto di scrivere in russo, pur essendo nato in Ucraina. Cosa non si fa per l’ Homo Ukrainus, specie in via di apparizione. –


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