Redditi, la Rete aggira lo stop del Garante

http://www.emmabonino.it/var/data/images/21149_euro_notes.jpg_large.jpgDa Corriere.it del 2 maggio 2008

MILANO – «Scaricarsi i redditi da emule è illegale?». Se lo chiede Ilaria83 sul blog di Yahoo! Answers. Già, perché se i redditi degli italiani non sono più consultabili da mercoledì sul sito dell’Agenzia delle Entrate, lo stop del Garante della Privacy non è servito a frenare la curiosità fiscale dei privati cittadini. E le capacità delle reti peer to peer hanno reso «eterni» i dati che il Garante ha inteso bloccare.

A CACCIA DI DATI – «Sono le 0.45 di giovedì Primo Maggio e su Emule sono presenti numerosi file in formato Excel e TXT curatamente suddivisi per comune contenenti i dati pubblicati ore prima sul sito agenziaentrate.it», si legge sul blog di Stefano C. (un programmatore che scrive di sentirsi «tradito dallo Stato»). Qualcuno dunque, prima che la decisione del viceministro Visco di rendere consultabili online i redditi degli italiani spingesse il Garante della Privacy a far fare marcia indietro all’Agenzia delle Entrate, era già riuscito a copiare i file dei redditi, inserirli in reti peer to peer e renderli condivisibili attraverso programmi come eMule.

TAM TAM IN RETE – Fatto che ha scatenato un vero e proprio tam tam in Rete, soprattutto tra chi non ha fatto in tempo a ficcare il naso nei redditi altrui. Blog e forum sono pieni di gente che domanda come fare a scaricare i dati fiscali e di gente disposta a spiegarlo. «VI PREGO – si legge su un blog – HO URGENTE BISOGNO DEI REDDITI DI Roma!!!! qualcuno sa come trovarli su emule???dite qualcosa se sapete come fare!! oppure scrivetemi a laura…. (segue indirizzo e-mail, ndr)». E la risposta arriva, manco a dirlo, ancora dalla Rete. «Aprite emule – scrive Antonello C.- e inserite nel campo di ricerca il codice del comune di cui volete scaricare i file contenenti i redditi degli italiani. Da questo link potete scaricare il pdf contenente tutti i codici dei comuni italiani. Io personalmente sono riuscito a trovare quasi tutti i file di Milano e Roma e tutti quelli di Bergamo…. che grande cosa il file sharing…. la conoscenza è di tutti… e ricordate che le dichiarazioni dei redditi sono atti pubblici quindi non c’è nessuna illegalità…. buon spionaggio».

ADICONSUM – I dati insomma sono ancora in qualche modo consultabili online. Per questo il segretario generale dell’associazione di consumatori Adiconsum, Paolo Landi, pur lodando la trasparenza («è giusta» dice) ricorda che «porre i dati personali sul Web espone milioni di cittadini al furto di identità, raggiri e truffe». Per Adiconsum è ora «indispensabile un appello da parte delle istituzioni ai vari motori di ricerca su Internet e a tutti coloro che hanno registrato i dati dell’Agenzia delle Entrate ad evitare di rimettere in Rete» le informazioni che erano state diffuse. Ma forse è davvero troppo tardi.


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