E’ morto Hofmann, inventore dell’Lsd

Da Il Messaggero.it del 30 aprile 2008

ZURIGO – Albert Hoffmann, il chimico svizzero che nel 1943 scoprì l’Lsd, è morto martedì notte all’età di 102 anni nella sua casa di Basilea in Svizzera. “Mister Lsd” scoprì quella che sarebbe diventata una delle sostanze allucinogene più potenti mai inventate per caso, quando, durante un esperimento in laboratorio, gliene cadde una piccola quantità sulla mano: «Un incredibile senso di irrequietezze associato a uno strano stordimendo» disse sul momento tanto da voler rivivere subito quell’esperienza.

Il 16 aprile 1943 Hoffman sperimentò su se stesso gli effetti dell’LSD descrivendo poco dopo con precisione il suo primo “viaggio acido”. Il chimico credeva che l’acido lisergico potesse aiutare a comprendere la struttura della mente umana, a seguirne i percorsi e a capire l’origine dell’immaginazione. Consapevole dei rischi cui il consumo sconsiderato dell’acido lisergico poteva esporre, condannò più volte l’uso indiscriminato della sua scoperta, che doveva essere assunta solo in determinate circostanze e sotto accurato controllo. Considerato un aiuto prezioso nella psicoterapia, l’Lsd cominciò a essere usato da molti terapisti per accedere all’inconscio dei pazienti. In tanti, grazie a questa sostanza, fecero esperienze di fuoriuscita dal corpo.

A partire dagli anni 60 l’acido lisergico cominciò a essere considerato come uno strumento spirituale, mistico e religioso, allontanandosi dalla ricerca e dalla cura delle patologie psichiatriche. L’Lsd si diceva aprisse “le porte della percezione” e ascese al rango di droga hippie, soprattutto nel momento in cui gli psicologi Timothy Leary e Richard Alpert dichiararono che l’acido era non solo un mezzo clinico ma anche una via per aprire le coscienze e analizzare lo spirito. Da quel momento, però, l’Lsd viene proibito negli Stati Uniti e, velocemente, in tutto l’Occidente.

Dagli anni Settanta in poi è cominciata la mitizzazione di Hoffmann e delle “proprietà” dell’acido lisergico attraverso le parole di poeti, cantanti e miti delle generazioni passate.

Aldous Huxley, Allen Ginsberg e molti altri ne scrissero e ne parlarono molto, diffondendo quella che era diventata una cultura, uno stile di vita. Jim Morrison chiamò il suo complesso The Doors, riferendosi alle “porte della percezione” spalancate proprio dagli allucinogeni, i Beatles scrissero Lucy in the sky come loro tributo a Hoffman e all’LSD.

Fonte audio: Radioradicale.itCC 2.5 Italia


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