Delanoë sul palco del comizio

di Sofia Ventura, dal Corriere di Bologna del 10 aprile 2008

Walter Veltroni e Romano Prodi si sono presentati ieri sul palco di Piazza Maggiore con il sindaco di Parigi Bertrand Delanoë. Socialista e omosessuale dichiarato, in una Francia dove la questione omosessuale è vissuta molto più laicamente che in Italia, Delanoë è stato criticato da Franco Grillini per il suo sostegno ad un Pd accusato di voler cancellare il socialismo dalla politica italiana e di aver abbandonato la battaglia per i diritti delle persone omosessuali.
Pretendere che il sindaco socialista di Parigi, così come in generale gli esponenti dei grandi partiti della sinistra europea, non abbiano come interlocutore in Italia il Pd è velletario. La sinistra italiana è oggi dominata dal partito di Veltroni e con questo dato bisogna fare i conti.
Tuttavia, sia la presenza di Delanoë al comizio di Piazza Maggiore, sia la reazione del presidente onorario dell’Arcigay evidenziano una contraddizione irrisolta. La presenza all’ interno del Pd non solo, e non tanto, di esponenti del cattolicesimo democratico, quanto di agguerriti teo-dem, ha di fatto messo il silenziatore a rivendicazioni quali quelle relative al riconoscimento delle coppie omosessuali e, più in generale, impedisce un franco dibattito sulle questioni relative alla laicità e alla bio-etica. E per un partito che si vuole di sinistra  (o di centro-sinistra) il problema non è piccolo. Il problema esiste, e non è meno drammatico, anche nel costituendo Popolo delle Libertà, un partito che si vorrebbe liberale ma che sulle questioni etiche e della laicità rischia di attestarsi su posizioni tradizionaliste che non hanno riscontro nei grandi partiti del centro-destra europeo.
Una volta terminata la campagna elettorale, questi temi « sensibili » potranno rientrare nell’agenda politica solo se all’interno delle due grandi formazioni la libertà di coscienza sarà rispettata e la creazione di schieramenti trasversali non sarà considerata alla stregua di un « tradimento ». In altri termini, se il nostro sistema politico avrà finalmente raggiunto un grado sufficiente di maturità.

 


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