Ferrara: Della Vedova, Da avversario, lo difendo dall’intolleranza

Il dovere di difenderlo è innanzitutto di chi non la pensa come lui

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato di Forza Italia e presidente dei Riformatori Liberali

Sono fra quanti, notoriamente, si augurano un pieno insuccesso della Lista e della campagna che Ferrara sta generosamente conducendo (ospitando – a volte – sul suo giornale anche opinioni diverse e avverse alle sue, come quella del sottoscritto). E mi batterò, lealmente e coerentemente, nel prossimo Parlamento, contro le idee di Ferrara.
Ma per questa ragione (soprattutto per questa ragione) voglio esprimere la necessaria solidarietà a Giuliano Ferrara e a quanti con lui subiscono la violenza (fisica e psicologica) del “politicamente corretto”.  Il dovere di difendere Ferrara è innanzitutto di chi non la pensa come lui.
L’invito a non cadere nelle sue “provocazioni”, che in molti a sinistra rivolgono ai “compagni” più arrabbiati, è politicamente peggiore delle botte con cui volevano accoglierlo a Bologna. La tolleranza si difende sempre: a maggiore ragione quando a dovere essere difeso dai pomodori, dalle uova e dalla violenza è un “rinnegato” e un “traditore” quale Ferrara appare agli occhi di tanta sinistra perbene, che degrada le sue opinioni politiche a “provocazioni”.

Roma, 3 aprile 2008


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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