L’unica soluzione: subito il nucleare

di Benedetto Della Vedova, da Il Giornale del 30 marzo 2008

Nel lanciare alcuni mesi fa la campagna “Più Azzurro Più Verde” – che esplicitamente richiama la campagna “Vote blue, Go green” dei conservatori britannici – volevamo reagire alla cattiva politica di un certo “ambientalismo”: quello che contrappone natura e mercato, ecologia e tecnologia, tutela ambientale e crescita economica. Si tratta di una sfida per liberare l’ambientalismo (senza virgolette, questa volta) dalla morsa di una sinistra che lo ha trasformato nel fortino ideologico di una resistenza anti-liberale e, in fin dei conti, reazionaria. E per promuovere piattaforme ambientali alternative e innovative, in linea con l’esperienza di molti partiti liberali e moderati.?Questo impegno, a mio avviso, deve assumere una sua centralità nell’azione di un prossimo governo targato PDL.
A partire dalla questione nucleare. L’ambientalismo politico italiano è nato da una crociata ideologica e demagogica contro il nucleare ed è finito stritolato dall’abbraccio mortale, ma scontato date le premesse, della sinistra neocomunista. Dalla rottura del tabù antinucleare deve partire oggi una stagione di ambientalismo liberale.
La presa di posizione di Silvio Berlusconi in favore del ritorno al nucleare, in tempi e modi da approfondire, rompe gli indugi di fronte a due sfide cruciali, l’approvvigionamento energetico a costi ragionevoli e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
Quanto ci sentiamo sicuri in un contesto in cui l’energia dipende in buona parte dall’equilibrio interno a paesi instabili o ostili all’Occidente?
E’ un dato di fatto che gli investimenti sulle fonti rinnovabili, per ora costose e instabili, non potranno portare all’autosufficienza né, da sole, al rispetto degli ambiziosi obiettivi di Kyoto (salutati con tanto entusiasmo quanta superficialità dai rosso-verdi italiani). Non siamo contrari allo sviluppo dell’eolico e del solare, tantomeno sottovalutiamo l’impatto positivo di radicali politiche di risparmio energetico, ma queste misure saranno tanto più efficaci – per la sicurezza dell’approvvigionamento e per il taglio della C02 – quanto più avremo il coraggio di includere nel “paniere” energetico l’opzione nucleare.
Qualsiasi cosa si pensi del riscaldamento globale (personalmente, sono prudente sull’analisi e scettico sull’efficacia dei rimedi previsti), abbiamo sottoscritto impegni molto severi: rinunciare all’apporto del nucleare vuol dire condannarsi alla violazione di tali impegni o ad un disastro economico. In Gran Bretagna, dove pure già quasi il 20% di energia proviene dal nucleare, il governo ha fatto un po’ di conti sul rispetto di Kyoto: senza potenziare ulteriormente il nucleare il protocollo costerà 1,5 miliardi di euro all’anno. Per questo, il governo Brown (che ha appena sottoscritto un patto pro-nuclere con la Francia di Sarkozy) considera il nucleare come “la” via a Kyoto: quanta la distanza dal PD di Veltroni! Ancora ieri il responsabile ambiente del PD irrideva come vecchiume le aperture berlusconiane al nucleare: vecchi e incapaci di affrancarsi dall’ideologia veteroambientalista sono loro, come dimostrano le analisi, tra le altre, di Chicco Testa. Sulla sicurezza e sulle scorie non servono crociate, ma ricerca e concretezza.
Ciò detto, occorre ripensare “laicamente” al nucleare: lo rottura del tabù anti-nuclearista non deve sfociare nel suo opposto, un nuclearismo di maniera. Compito dello Stato, attraverso un set di regole rigorose ma snelle, sarà dunque quello di offrire al mercato liberlizzato la possibilità di perseguire – tra le tante – anche l’opzione nucleare. Prima che sia troppo tardi.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

5 Responses to “L’unica soluzione: subito il nucleare”

  1. Gabriele Martelli ha detto:

    Ma perchè la ricerca e concretezza, non investirla maggiormente sulle rinnovabili, e su politiche di abbattimento dei consumi inutili?

    Inoltre allo stato attuale, il problema di produzione da rinnovabili nasce particolarmente dal fotovoltaico. Ma da fonti Enel al museo della geotermia di Larderello, ho visto con stupore, che con un numero leggermente superiore di impianti eolici l’Enel produce energia quanto gli impianti idroelettrici maggiormente impattanti del primo.
    Allora mi chiedo, perchè non liberalizzare e far investimenti su un eolico. Perchè non liberalizzare il Conto Energia Veramente, facendo diventare ognuno produttore di se stesso con microimpianti eolici e altre fonti?
    Perchè non infondere una nuova coscienza energetica, obbligando i produttori, a costruire con maggior cura al risparmio, parlo dello standby.
    Se guardiamo ad un ottica ristretta e limitata a noi stessi, uno standby in piu’ o in meno non è questo grande risparmio energetico, ma se ogni anno si arriva a risparmiare anche 100 euro a famiglia togliendo ogni apparecchio standby o comunque limitando gli assorbimenti, nel complesso della comunità, c’e’ un forte risparmio indotto e quindi un minor spreco.

    Se da una parte dobbiamo trovare maggior energia, dall’altra per un mondo piu’ Blu e pulito, per mio avviso, si deve anche imparare una nuova politica contro gli sprechi.
    Il Conto Energia al momento è una monopolizazione celata della liberalzzazione VERA delle energie.

  2. Gabriele Martelli ha detto:

    Caro Benedetto, voglio anche segnalarti, un sito interessante, http://www.casa100k.it
    E’ la casa Grid-off, che diventa completamente aurtonoma.
    Cosa significa questo? Che si può stare anche senza Nucleare, dove si utilizza una risorsa, che è in esaurimento, e con problematiche non indifferenti di smaltimento.

    Dovreste, invece partire da una lotta piu’ rivoluzionaria e piu’ LIBERALE, la liberalizzazione delle Energie, per far si che ogni persona possa produrre energie e condividerle in rete, diventando produttore e consumatore allo stesso tempo, ma in maniera non FALSA come il Conto Energia, dove l’eccesso di produzione energetica, viene ripagato con possibilità di consumo di energia equivalente all’eccesso, ma entro i due anni, altrimenti questo surplus è perso.

    Invece si dovrebbe spingere verso soluzioni non tanto grid-off, ma smart-grid, dove ognuno può vedere i propri consumi e la propria produzione in modo da guadagnare o spendere in base alla differenza su un tetto stabilito da un autority specifica.

    Oltretutto trovo ridicolo il freno all’eolico per uso domestico, che ci troviamo in Italia, che è una fonte con maggior RENDIMENTO del fotovoltaico.

  3. DM ha detto:

    Il nucleare?

    Può risultare interessante come soluzione di Stato (ergo controllabile centralmente), ma appare difficile associarlo alla parola “subito”. Per riavere nuove centrali nucleari e impianti di arricchimento dovranno passare – nella migliore delle ipotesi – almeno 10 anni a partire da ora.

    Il fotovoltaico, piuttosto, è una grande opportunità. Siamo una delle nazioni UE prossime alla grid-parity e la materia prima non manca certo nel paes-o’-sole. Puntare in questa direzione è sensato, implementare impianti sugli edifici statali per coprire o decurtare ampiamente i costi energetici, sviluppare competenze e cultura adeguate. Anche questo è lean-thinging.

  4. Gabriele Martelli ha detto:

    DM, ma perchè l’eolico è cosi osteggiato? specialmente nella soluzione di casa100k.it si vede, che i mulini eolici, non sono piu’ solamente in soluzioni di grandi pale, ma anche con forme, che secondo me sono molto meno impattanti di tante antenne televisive e di telefonia e varie. Poi sicuramente meno impattanti di quei fili penzoloni dell’alta tensione.
    Spesso arricchiscono anche il paesaggio.
    Oltretutto, l’eolico, al momento è molto piu’ performante del fotovoltaico, sia come costi che sopratutto come produzione di energia.

    Oltretutto ci sono tante interessanti novità anche sul geotermico condominiale, credo che interessante sarebbe la sua liberalizzazione completa da ogni controllo se non per evitare abusi di eccessiva passività.

  5. DM ha detto:

    fix sul mio commento: era lean-thinking.

    Gabriele, parlando a titolo strettamente personale, non ho alcuna preclusione verso alternative tecnologie per la produzione di energia. Dato un contenitore di risorse allargato (capitale naturale), se c’è qualcosa che mi può garantire maggiore efficienza ben venga!

    La mia preferenza nel breve termine verso il fotovoltaico come energia alternativa partiva da alcune semplici considerazioni: ceteris paribus, è una opportunità su tutto il territorio nazionale (data la nostra latitudine favorevole) ed è un investimento (alle attuali condizioni di mercato e con i contributi di Stato esistenti) fattibile per ogni cittadino.

    Nella personale visione liberale, il significato delle parole efficienza (tipica nei contesti produttivi) e sostenibilità (in voga tra gli ambientalisti) confluisce nella medesima direzione: la profusione di una cultura ambientale di massa coerente e vicina alle esigenze delle persone e delle attività produttive. In altri termini: un obiettivo comune, approcci differenti (bottom-up nel primo caso, top-down nel secondo).

    Sulla progettualità e realizzazione di edifici ad alta efficienza energetica segnalo un sito e una sezione specifica:

    http://www.metaefficient.com/architecture-and-building

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