Film anti-Corano tolto dal sito: “Minacce”

Da Corriere.it del 28 marzo 2008

L’AJA – Dopo le polemiche e le condanne, arrivano le minacce. Così lo staff del sito Liveleak.com spiega il perché della rimozione del film anti islamico «Fitna», opera del deputato dell’estrema destra olandese Gert Wilders messa online poche ore prima. Nel messaggio che compare in sostituzione del filmato si legge di «minacce di natura molto grave» contro le persone che lavorano nel portale web e di «disinformazione» da parte di alcuni media britannici. «È un giorno triste per la libertà di espressione nella Rete – prosegue lo staff del sito -, ma per rispettarla avremmo dovuto pagare un prezzo tropo alto». La pellicola è stata tuttavia diffusa in tutta la Rete attraverso numerosi siti di file-sharing. Sempre venerdì era stato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon a condannare «nei termini più forti possibili» la diffusione del film. Nel cortometraggio il deputato olandese definisce la religione islamica «nemica della libertà» e il Corano un testo fascista. La pellicola si intitola «Fitna», parola che in arabo viene utilizzata per indicare contrasti o controversie religiose.

«NO A UN DISCORSO CHE INCITA ALL’ODIO» – «Condanno nei termini più forti la diffusione del film anti-islamico offensivo di Geert Wilders», recita una dichiarazione letta dal portavoce Michele Montas. «Non vi è alcuna giustificazione per un discorso che incita all’odio o alla violenza. In questo caso non è in gioco il diritto alla libertà di parola». Il segretario generale «riconosce gli sforzi del governo olandese per fermare la diffusione di questo film e chiede a chi è comprensibilmente offeso (da queste immagini) di rimanere calmo. La libertà deve sempre essere accompagnata da responsabilità sociale». «L’Onu è il centro degli sforzi mondiali per portare avanti reciproco rispetto, comprensione e dialogo -conclude Ban Ki-moon- . Dobbiamo anche riconoscere che la vera divisione non è tra società musulmane e occidentali, come qualcuno vuole farci credere, ma tra piccole minoranze di estremisti che, da diverse parti, sono interessate a promuovere ostilità e conflitto».

UNIONE EUROPEA – «A nome del Parlamento europeo respingo in modo assoluto l’interpretazione contenuta nel film che l’Islam è una religione violenta». Al segretario generale dell’Onu fa così eco il presidente del Parlamento europeo Hans Gert Poettering, esprimendo tra le altre cose solidarietà al governo olandese che «crede in una società aperta e tollerante». «Il contenuto del film sembra ideato per offendere la sensibilità religiose dei musulmani in Olanda, in Europa e nel mondo», sottolinea Poettering, secondo il quale «il rispetto reciproco e la tolleranza sono le precondizioni perchè islamici, cristiani e persone di altri credi, o che non ne hanno, possano vivere in pace insieme».

CRITICHE DAI PAESI MUSULMANI – Reazioni di censura al film anche dai paesi islamici, come Giordania, Iran, Egitto, Bangladesh e dalle grandi organizzazioni islamiche. Non si è arrivati fortunatamente alle violenze di due anni fa, quando a scuotere il mondo musulmano fu la pubblicazione delle vignette satiriche su Maometto. In Pakistan decine di persone hanno organizzato una manifestazione di protesta, ma non violenta, contro il film di Wilders, nei pressi di una moschea a Karachi. In piazza anche sostenitori del più importante partito islamico del Pakistan, Jamaat-e-Islami, che hanno chiesto che il governo interrompa immediatamente le relazioni diplomatiche con i Paesi Bassi.

«NON MI ASSUMO RESPONSABILITA’» – Nel frattempo Wilders ha fatto sapere di non assumersi la responsabilità di possibili rappresaglie contro i Paesi Bassi dopo la diffusione su internet del suo film anti-Islam. «Spero non accada nulla – ha dichiarato il parlamentare olandese – ma se dovesse succedere qualcosa i responsabili saranno coloro che commettono l’atto, non io».


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