Giornalisti esteri: campagna noiosa, inciucio inevitabile

L'immagine “http://www.linux.it/LUG/italia.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.Da Ap Com del 18 marzo 2008

Roma – Dibattito noioso, programmi molto simili tra loro, mancanza di volti nuovi e larghe intese inevitabili: a un mese dalle elezioni del 13 e 14 aprile, è questo il quadro della campagna elettorale italiana tracciato dai corrispondenti della stampa estera. Lo dice un’inchiesta condotta da ‘Sherpa Tv’ che in vista del voto ha intervistato gli inviati di alcune tra le più autorevoli testate giornalistiche estere per commentare l`attualità politica del nostro Paese.

Tutti gli intervistati concordano nell`affermare che i toni di questa campagna sono, almeno per il momento, nettamente più pacati di quelli che hanno contraddistinto le scorse tornate elettorali. Segno, forse, di un Paese stanco, che ha voglia di superare gli steccati ideologici e iniziare a lavorare sui problemi  che lo affliggono, a cominciare da quelli economici. "Il bisogno di riforme dell`Italia è fortissimo", secondo il cronista israeliano Menachem Gantz. Per questo è molto diffusa tra gli osservatori stranieri la percezione che, chiunque sia il vincitore (Berlusconi è in cima ai pronostici), l`intesa con l’avversario sarà inevitabile. "Magari secondo il modello dell Grande Coalizione guidata dal cancelliere Angela Merkel", suggerisce l`inviato tedesco del Frankfurter Allgemeine Zeitung, Heinz Fischer.

Ma è l`aspetto critico, più dei pronostici su chi vincerà, ad emergere nettamente dalle analisi dei giornalisti esteri. "L`Italia è un Paese gerontocratico, la classe politica spagnola è molto più giovane": questo il parere del corrispondente di Antena Tres, Antonio Pelayo, condivisa dal collega americano Ian Fisher, secondo cui il sistema politico italiano soffre di scarso dinamismo nei processi di nascita e affermazione di una nuova classe politica. "La leadership del Paese – continua il corrispondente del NY Times – è lontana dalla gente, cui sembra mancare la percezione, diffusa invece nell’elettorato americano, di poter fare la differenza, di poter cambiare le cose. Gli Italiani, in definitiva, sono stanchi di entrambi gli schieramenti».

E` la "mancanza di valori morali" che colpisce invece la corrispondente del Financial Times Jennifer Grego, che rileva la forte presenza di candidati al Parlamento con cause pendenti. Tema sul quale i principali schieramenti preferiscono glissare, come accade per altri nodi di cruciale importanza, primo tra tutti "la presenza della mafia nell`economia", afferma il corrispondente di France 2 Philippe Visseyrias.

"Incomprensibile", inoltre, per i francesi la presenza di liste "monotematiche come quella di Giuliano Ferrara". Oltralpe, questo tema sarebbe inconcepibile: "Nessuno mette in discussione il diritto di una donna ad abortire".


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