«Beautiful», un viaggio dentro l’anoressia

La copertina del libroDa Corriere.it del 19 marzo 2008

«Ana sei la mia ossessione. Ti amo fino alle ossa». «Se mi convincessi che aria e luce mi stanno nutrendo mi chiuderei in una camera stagna». «Essere magri e non mangiare è simbolo di vera forza di volontà, autocontrollo e successo». Parlano così le protagoniste di «Beautiful», romanzo d’esordio di Andrea Scarabelli, appena pubblicato dalla casa editrice No Reply. Un viaggio nella generazione pro anoressia scritto dopo due anni di ricerche su Internet, tra siti e blog che fanno del cosiddetto «starving» (letteralmente, «morire di fame») una religione. Tre storie ambientate in città diverse, Milano, Genova e Cosenza. Tre ragazze che vivono quello che alcuni hanno definito il male del secolo, le cui esistenze si incrociano sul web, attraverso community, chat, e-mail.

ANDREA – L’autore è un 24enne milanese. Sulla copertina del libro si firma solo Andrea. Senza cognome, in segno di solidarietà verso le giovani anoressiche che si sono aperte con lui e che ogni giorno si ritrovano nella Rete senza dichiarare un’identità precisa, quasi sempre nascoste dietro a nickname per sentirsi libere di raccontarsi fino in fondo. «Tutto è iniziato quando una mia amica è stata male a scuola – spiega –. Ho scoperto che era anoressica così, tutto ad un tratto. Non me ne ero mai reso conto, era una ragazza come tante altre, un po’ magra, ma niente di che. In quel momento ho realizzato che l’anoressia non è solo la terribile malattia messa in piazza dalle foto di Oliviero Toscani. Quello è solo lo stadio più grave. L’anoressia è molto più diffusa di quanto si pensi, tante persone che ci circondano ne soffrono senza che ce ne accorgiamo».

I BLOG – Così è iniziata l’indagine: per mesi Andrea – che in questi giorni presenta il romanzo in varie città (le date su www.myspace.com/librobeautiful) – ha trascorso intere giornate al pc, ha frequentato i siti pro-ana, ha letto i forum, i commenti, si è messo in contatto con alcune blogger. «Un lavoro lungo, ma non difficile – precisa –. Per trovare questi siti basta digitare su un normale motore di ricerca parole come “anoressia” o “thinspiration”. I link sono tantissimi, alcuni ogni tanto vengono oscurati, ma riaprono il giorno dopo con un altro indirizzo. Proibirli, chiuderli è oggettivamente impossibile. Meglio approfittarne per cercare di capire, per parlare con le ragazze che li frequentano, come ho fatto io. Potersi confidare con qualcuno di esterno, senza essere considerate come pazze o come future pazienti, per loro è molto importante».

RABBIA – Il suo libro è scritto con il linguaggio immediato, veloce e informale delle chat. Le tre protagoniste passano ore al computer a chiacchierare con le altre anoressiche per scambiarsi consigli su come dimagrire, raggiungere la perfezione, non farsi scoprire dai genitori, diventare «2 beautiful 4 this world». Attraverso le loro confessioni esultanti, disperate, tristi, piene di rabbia, Elena, Diana e Kiara diventano figure esemplari di una condizione esistenziale che l’autore non definisce né giudica. Gioiscono per i chili persi, inveiscono contro le famiglie che non vedono e i mass media che fanno di tutto un fenomeno, trascinano il lettore nel loro mondo più intimo.

CANZONI – La loro unica consolazione sono il web e le canzoni: ognuna ha le proprie, tutte stanno attaccate all’iPod, tutte riascoltano anche venti, trenta volte di fila i versi che più possono aiutarle a sconfiggere la fame, la paura, la debolezza. «Ana’s song» dei Silverchair, «In Hiding» dei Pearl Jam, «My Body is a Cage» degli Arcade Fire, «Jenny è pazza» di Vasco, «Beautiful» di Cristina Aguilera sono solo alcuni dei loro brani preferiti. Sono il rifugio di chi sogna di «camminare sulla neve senza lasciare impronte». Sono la colonna sonora di una negazione di sé che è anche ribellione estrema. Una ribellione cui Andrea Scarabelli dà voce mescolando finzione e realtà: «Personaggi e storie sono frutto della mia fantasia – dice –. Non i pensieri. Non il dolore».
Raffaella Oliva


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