Tutta la Francia a banda larga, l’Italia resta molto indietro

http://www.iapnet.it/include/internet/img/internet_la_rete.jpgDa La Repubblica.it del 17 marzo 2008

PARIGI – Cinque anni per recuperare il terreno perduto, cinque anni per passare dalla qualifica di asino a quella di primo della classe: la Francia è il paese europeo che offre al più gran numero di suoi cittadini l’accesso alla banda larga. A fine 2007, il 98,3 per cento dei francesi (contro il 50% nel 2003) poteva chiedere un abbonamento Adsl; la sparuta pattuglia dei dimenticati sarà servita in primavera grazie al satellite.

Una percentuale superiore a quella tedesca (93%), spagnola (90%) e italiana (60%). Un exploit non da poco, se si considera la struttura del paese : la Francia metropolitana, cioè senza i dipartimenti d’Oltremare, ha una superficie di quasi 550 mila chilometri quadrati (l’Italia è quasi la metà, 301 mila chilometri quadrati). Fornire a tutti l’Adsl era una scommessa, tanto più che in passato le telecomunicazioni non sono state il settore più forte del paese : il decollo della telefonia fissa è avvenuto con molto ritardo, i telefonini hanno faticato ad imporsi.

La banda larga è stata un’altra storia, per almeno due motivi. Il primo è legato alla concorrenza : l’Authority delle telecomunicazioni è riuscita ad aprire davvero il mercato. E l’operatore storico è stato costretto a fronteggiare piccole società dinamiche e soprattutto molto innovative sul piano tecnologico. Se oggi gran parte dei francesi può ricevere attraverso l’Adsl la televisione, internet e il telefono (con le chiamate gratis verso i telefoni fissi di almeno settanta paesi) lo deve soprattutto a una società, Free, che ha sviluppato le tecnologie e presentato un’offerta chiara e leggibile : 29,99 euro al mese per 28 Mega Atm.


Una cifra che non è mai cambiata, malgrado l’offerta si sia via via arricchita. Gli effetti sono concreti : l’operatore storico, che commercializza l’Adsl con il marchio Orange, controlla solo il 49 per cento del mercato, mentre il resto è appannaggio di Neuf, Free e di società più piccole (fra cui Alice, recentemente messa in vendita da Telecom Italia).

L’altro fattore determinante è stato l’impegno degli enti locali. Comuni e dipartimenti (le nostre province) hanno fatto tutto il possibile per spingere France Télécom a investire e ad estendere la rete a tutti gli angoli del paese per superare quella che era stata ribattezzata "la frattura numerica", cioè la disparità tra chi aveva o no accesso alla banda larga. France Télécom ha accettato la sfida ed ha investito un miliardo di euro, ha detto al Figaro uno dei suoi dirigenti. E tutto ciò senza contare il fatto che nelle città è possibile l’accesso alla rete anche grazie al cavo.

Restano due problemi. Il primo riguarda le offerte triple play, che inglobano tv, internet e telefono : in realtà, sono accessibili solo al 50-60 per cento dei cittadini, poiché la televisione domanda molti Mega e la banda si restringe quanto più si è lontani dai Nra, i nodi di raccordo (sette chilometri è il limite massimo). Per risolvere il problema, France Télécom punta sul satellite, mentre la costruzione delle reti Wimax ha preso un certo ritardo.

Il secondo problema è più che altro una sfida: la Francia vuol dispiegare adesso la fibra ottica, che consente una banda allargata fino a 100 Mega. I piccoli operatori chiedono di ripetere lo schema seguito con l’Adsl, l’operatore storico è poco incline a investire per poi condividere le infrastrutture con i concorrenti. Ma l’avventura è iniziata, i primi fortunati sono stati collegati: fra qualche anno, nelle grandi città, l’Adsl potrebbe essere ricordato come l’infanzia della banda larga.


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