Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:

La riflessione dell’ex ministro Martino, che tanti scandali ha suscitato, pone un problema serio.
In via di principio, le missioni militari italiane all’estero dovrebbero servire al consolidamento delle istituzioni democratiche dei paesi liberati dalla tirannide, come Iraq e Afghanistan, piuttosto che fungere da “cuscinetto” in aree, come quella libanese, controllate o   condizionate dal fondamentalismo islamista. Non penso dunque che sia scandaloso considerare prioritario l’utilizzo di risorse, uomini e mezzi per disarmare i talebani piuttosto che per “non disarmare” Hetzbollah.
Gli accordi che comportano la presenza militare italiana all’estero, compresa quella in Libano, vanno discussi con prudenza. Ma non si deve evitare di valutare con realismo gli esiti e i costi militari e politici di queste operazioni.
Poi, è ancora legittimo chiedere che la politica estera, militare e di difesa segua un ordine di priorità diverso da quello del governo dell’Unione, o bisogna chiedere il permesso al Ministro D’Alema?

Roma, 14 marzo 2008