Benedetto Della Vedova: “Ma l’euro non c’entra”

“Il problema principale è la catena distributiva”
Mauro Blasi intervista Benedetto Della Vedova per L’Avanti

Il carovita contagia l’Italia. Tante sono le cause, ma anche le opinioni che continuano a dividere il mondo politico. Secondo il presidente dei Riformatori Liberali, Benedetto Della Vedova, “il neo principale è la catena distributiva. L’euro non c’entra, ma bisognava stabilire un cambio diverso col vecchio conio”.
Quali sono le principali cause del carovita in Italia allora?
“C’è un problema per quanto riguarda l’energia e i prodotti alimentari, che hanno subito un aumento globale della domanda, e dei mercati inefficienti e poco concorrenziali”.
In particolare nel caso dei prodotti alimentari?
“È la catena distributiva che genera inflazione. Da una parte ci sono troppi passaggi, dall’altra è troppo elevata, rispetto agli standard europei, la piccola catena di distribuzione, che non sempre funziona”.
L’euro ha responsabilità in merito?
“Si, in effetti ha prodotto uno scalino di inflazione, ma solo al momento del suo ingresso nella circolazione. Successivamente, però, non è stato più un problema. Sono comunque critico verso l’euro perché ritengo che il concambio sia stato un errore”.
Si sbilanci, lei a quale prezzo avrebbe fissato il cambio?
“A circa 2.500 lire, ovvero un cambio più sfavorevole, ma più rispondente alla nostra economia”. La gente che percezione ha dell’euro?

“Per gli italiani il livello dei prezzi appare alto, ma, per esempio, l’euro forte ha calmierato il prezzo del petrolio. Bisogna quindi far capire che senza questa moneta la situazione sarebbe peggiore”.

Come spiega il fenomeno dei nuovi poveri in Italia, e come far fronte al problema?
“La questione della povertà è legata al lavoro che manca, oppure sottopagato. Si può risolvere con delle politiche volte alla crescita economica o con un sistema di Welfare più efficiente, perché la spesa sociale in Italia, rispetto ai grandi Paesi, è quella che meno riduce il rischio di povertà”. Secondo Adusbef e Federconsumatori, a causa dell’aumento prezzo del petrolio, ci sarà un rincaro per i beni di largo consumo. Come e in quanto tempo sarà possibile svincolarsi dalla dipendenza dal greggio?
“Ci vorranno lustri e decenni. Il programma del Popolo delle libertà prevede un ritorno al nucleare e questo progetto credo sia un punto di partenza serio per liberarsi da questo tipo di dipendenza”.
Sul tema salari e stipendi quali sono le sue prospettive?
“Possono essere migliorati importando lavori di qualità, che sono i meglio pagati, ma troppo tassati. Oppure si dovrebbe decentrare la contrattazione a livello aziendale e riducendo le imposte sul lavoro”.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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