Donne e società, non solo a «sesso unico»

http://www.comune.bolzano.it/UploadImgs/3986_Logo_Donne_Trame.jpgDa Corriere.it del 13 marzo 2008

PALERMO – «Se gli uomini avessero voluto che le donne andassero ovunque, non avrebbero inventato i tacchi a spillo». La battuta è di Ellekappa, al secolo Laura Pellegrini, una delle autrici di satira più apprezzate del panorama nazionale. Strappa un sorriso, ma punta diretta al cuore del problema: troppo spesso, ancora oggi, la donna è vista come oggetto del desiderio e angelo del focolare. Che dal focolare preferibilmente non si deve allontanare troppo. Di pari diritti e pari opportunità, soprattutto sul lavoro, manco a parlarne. E’ anche per questo che, assieme a dati statistici e aforismi, è stata scelta tra le didascalie che commentano il fotobook «Non pensare a sesso unico», la campagna promossa da Arcidonna Onlus che dopo l’anteprima al palazzo delle Nazioni Unite di New York lo scorso 28 febbraio, durante la 52esima sessione della Commissione sullo status delle donne (Csw), verrà ufficialmente presentata il 18 marzo a Palazzo Steri, sede del rettorato dell’Università di Palermo, che partecipa al progetto assieme a Cgil Sicilia e Self.

DONNE E SICILIA – Non è forse un caso che l’iniziativa nasca in Sicilia, una delle regioni dove ancora oggi la condizione femminile è ancora lontana dall’aver raggiunto quella parità che pure non si registra del tutto neppure nel resto della società italiana. La stessa terra che diede a Lara Cardella la spinta emotiva per scrivere a 19 anni il romanzo «Volevo i pantaloni», in cui si denunciavano le chiusure mentali che facevano della donna un «elemento» secondario della società, è però ora in prima fila nella promozione dei diritti delle donne. E non a caso proprio in Sicilia ha la sua sede nazionale Arcidonna, che cura l’iniziativa grazie ad un finanziamento della Comunità europea.

STEREOTIPI E LUOGHI COMUNI – Il progetto si concentra in particolar modo in una campagna di comunicazione che si propone di ribaltare gli stereotipi, cambiando al maschile alcuni luoghi comuni per sottolinearne l’assurdità dei contenuti. Cosa si potrebbe pensare ad esempio di un adagio che recitasse «Moglie e buoi dei paesi tuoi»? Oppure «Uomo al volante pericolo costante»?

INFOPOINT E CODICE ETICO – L’iniziativa si articola poi in diverse iniziative concrete come l’istituzione di Infopoint all’interno di 16 imprese siciliane (tra cui il Petrolchimico di Gela, la St Microelectronics e l’ospedale Cervello di Palermo), che dal 1° aprile daranno informazioni su parità di diritti, soprattutto nel mondo del lavoro. Saranno inoltre aperti sportelli di orientamento al lavoro nelle università e in alcune scuole della Sicilia occidentale. Con Confindustria e sindacati saranno infine individuate alcune aziende pilota in cui sperimentale un codice di autoregolamentazione per tutelare le donne sul posto di lavoro.

RIBALTAMENTO DEI RUOLI – Il fotobook rientra in questo contesto e attraverso immagini provocatorie e a tratti irriverenti – opera dei fotografi Michele Silvestro e Maj-Britt Idstrom – gioca proprio sul ribaltamento dei ruoli nel tentativo di sfatare pregiudizi e preconcetti. E allora, è la donna che finisce al volante nella cabina di un Tir o in officina a riparare motociclette. Ed è un uomo ad occuparsi dei bimbi all’asilo nido. Ma la donna torna ad essere protagonista quando ha sulle sue spalle la fune con cui deve trainare la famigliaa. E nell’aula di scuola, mentre i maschietti conducono una battaglia a colpi di cerbottana, la ragazza risolve problemi alla lavagna, pur sapendo che un domani, conseguita anche la laurea, la società del lavoro sarà ancora tutta al maschile.

DOMANDE IN UN CLICK – «Ogni fotografia può spingere a porsi più di una domanda – spiegano Silvestro e Idstrom nell’introduzione al loro lavoro -. Più le fotografie fanno nascere domande, più possono stimolare la discussione. Che è poi il fine per il quale abbiamo realizzato il book: mettere diacronicamente in discussione il quotidiano, ossia l’istante di tempo in cui lo stereotipo venuto dal passato si sedimenta».


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