Tibet: Della Vedova, Si guardi al Tibet come al nuovo ‘est europeo’

Nel 49° anniversario della rivolta di Lhasa, si presti ascolto alle denunce del Dalai Lama

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia

Nel 49° anniversario della fallita insurrezione di Lhasa, la questione tibetana, rilanciata in questi giorni da parte del Dalai Lama, si conferma un eloquente “simbolo” della violenza politica su cui il regime cinese fonda il proprio potere e il proprio modello di organizzazione sociale.
L’Occidente e il mondo libero devono avere il coraggio di guardare al Tibet con lo stesso spirito e la stessa fermezza, con cui le forze politiche liberali e democratiche guardavano alla schiavitù ideologica e politica a cui l’impero sovietico costringeva l’est europeo.
Non credo (né ho mai creduto) all’utilità e all’efficacia delle politiche di chiusura politica, economica e commerciale nei confronti di Pechino (anzi, ritengo che la globalizzazione consenta una positiva internazionalizzazione della questione politica cinese). Ma non credo neanche al silenzio complice, all’indulgenza verso le violenze e all’allineamento nei confronti del regime di Pechino.

Roma, 10 marzo 2008


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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