Va frenata la spesa pubblica

L’onorevole di Fi: «L’articolo 18 danneggia i più deboli»

Francesco Ravoni intervista Benedetto Della Vedova per Il Giornale del 29 febbraio 2008 pag. 4

Siamo tutti liberisti?
È così Benedetto Della Vedova, presidente del Riformatori liberali, deputato di Forza Italia? Non c’è un’inflazione di liberismi in questa campagna elettorale?
«Sono pienamente d’accordo. Forse è il caso di uscire dai vari “ismi”, e andare sulla sostanza. Vale a dire, capire quali sono le soluzioni previste rispetto ai problemi».
Partiamo dal recupera del potere d’acquisto dei sala
«Ma davvero si può pensare che la soluzione al problema dei salari bassi deve o può venire dallo Stato? Eppure è quel che dicano, con sfumature diverse, sia Bertinotti sia Veltroni. Oppure che lo Stato può intervenire per favorire la crescita economica? Noi crediamo che le soluzioni non siano queste; ma passino per una graduale riduzione delle imposte. Solo in questo modo, attraverso la vecchia ricetta liberale, è possibile favorire il recupera del potere d’acquisto e il recupero dell’economia».
Già, ma chi paga?
«E arriviamo alla spesa pubblica. È il problema o può essere la soluzione? Secondo me, la spesa pubblica ed il suo livello è il problema, non la soluzione, come invece pensa la sinistra. Ed ancora. Da tempo è oramai scattata una sorta di rivolta contro la “casta”. Io credo che sia necessario ridurre l’intermediazione politica e sindacale sulla società: intermediazione che alimenta i costi. Non si può continuare a difendere la spesa pubblica, il sistema esistente. Bisogna cambiare».
Beh, anche a sinistra c’è fermento di cambiamento, come dimostra il dibattito sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori..
«Certo che c’è dibattito, sulla scia delle proposte del professor Ichino: ha ragione. L’articolo 18 deprime i salari e danneggia i più deboli. Ma il caso dell’articolo 18 dimostra come la sinistra non sia credibile. Non lo è quando parla di riduzione della spesa pubblica, non lo è quando parla di riforme dello Statuto dei lavoratori. In fin dei conti, è sempre questa sinistra, che oggi si professa europeista aparole, a criticare il Trattato di Maastricht ed era contraria allo Sme. È questo il crinale che differenzia il centrodestra dal centrosinistra: la credibilità. Loro queste posizioni (europeismo, taglio della spesa pubblica,riforma dello Statuto dei lavoratori) le tirano fuori in campagna elettorale; noi le abbiamo nel nostro dna di liberali».


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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