Il Popolo della Libertà, la nuova carta di Berlusconi

Valerio Perogio dell’agenzia Ami intervista Benedetto Della Vedova.
Si discute del Popolo della Libertà, la lista unica che accomunerà Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega: le intese politiche e il nodo Udc, il bipartitismo, gli scenari futuri e il dialogo con Veltroni.
Link alla videointervista.

Nei giorni scorsi Silvio Berlusconi ha calato la sua carta per le prossime elezioni: la lista unica del Popolo della Libertà (Pdl), un’alleanza confederata che correrà sotto un unico simbolo, in cui sono confluite Forza Italia e Alleanza Nazionale, con l’appoggio della Lega. ».

Una lista, però. Non ancora il partito unico del centrodestra: il progetto infatti, presentato dal leader forzista già lo scorso novembre e incalzato dai tempi stretti che porteranno al voto di aprile, non ha ancora percorso il suo iter costituente, rimandato probabilmente ai prossimi mesi. Ma è proprio questa sua natura “impura” ad aver sollevato i dubbi del principale antagonista di centrosinistra, il Partito Democratico, che a sua volta si presenta agli elettori, almeno per il momento, sciolto da alleanze politiche: lo stesso segretario Walter Veltroni avevo definito la scelta di Berlusconi come «un’operazione di maquillage, un tentativo di rispondere alla sfida che gli abbiamo lanciato». «Non si tratta di maquillage» è la risposta critica dell’On. Benedetto Della Vedova, deputato di Forza Italia e presidente dei Riformatori Liberali: «Il centrodestra e il centrosinistra non sono coalizioni simmetriche: da noi fare chiarezza significa unirsi senza lasciare morti e feriti sul campo».
Stando ai primi sondaggi, il Pdl avrebbe già accumulato un buon margine di vantaggio sull’avversario. Ma sommando alle percentuali del Pd quelle dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, considerato l’unico possibile alleato, e quelle della Sinistra Arcobaleno, le cifre riportano un centrosinistra in sostanziale parità. Tale situazione di incertezza è legata all’incognita principale nel centrodestra, quell’Udc il cui leader Pierferdinando Casini non ha ancora sciolto le riserve sulla partecipazione diretta nel Pdl o una permanenza indipendente al centro.
L’analisi più elementare affida al partito centrista il ruolo di “ago della bilancia”, risultando decisivo nello spostamento di voti preziosi, ma Della Vedova appare fiducioso e professa sicurezza: «Casini sa che non si tratta di un processo tattico, ma di una autoriforma del sistema politico». Il deputato di Forza Italia delinea allora la sua prospettiva al leader centrista, preoccupato che l’Udc smarrisca le sue origini e che il Pdl divida l’elettorato moderato: «In questo momento mantenere l’identità dell’Udc è un errore. La necessità è dare vita ad un grande partito, il problema è piuttosto capire come Casini ne influenzerebbe le scelte di fondo». E in questo contesto l’appello lanciato da Berlusconi al “voto utile”, per il Pdl o per Veltroni lasciando fuori gli altri partiti, suona come una forzatura, una sorta di “aut, aut” rivolto proprio all’indeciso Casini. Della Vedova però prova a stemperare i toni: «Non si tratta di un ricatto, ma di un invito alle forze che vogliono partecipare alla formazione di un governo. Ragionevolmente a vincere sarà il Pdl o il Pd, quindi il richiamo al voto utile è fisiologico nell’attuale ottica bipartitica».
Il bipartitismo è tema all’ordine del giorno. Una prospettiva che, nel caso si configurasse, potrebbe spingere necessariamente i due maggiori partiti a confrontarsi, o anche a stringere un “patto di consultazione” come paventato anche da Veltroni. E nonostante ritenga improbabile l’ipotesi di una parità tra le due forze, è Della Vedova a non escludere la possibilità di un dialogo post-voto: «Si può comunque stabilire un confronto aperto e trovare un’intesa, soprattutto su due punti fondamentali: legge elettorale e riforme costituzionali.»

***DACONTROLLARE


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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