Olimpiadi: Della Vedova, Interrogazione a D’Alema: Esistono richieste di censura da parte della Cina?

Il problema non è solo a Londra, è soprattutto a Pechino

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia

Le notizie degli impegni fatti sottoscrivere agli atleti da parte del Comitato olimpico britannico (“niente commenti su questioni politicamente sensibili”) gettano una luce funesta sul prossimo evento olimpico e, purtroppo, anche sulla Gran Bretagna.  Se il paese ospite fossero stati gli Usa, anziché la Repubblica Popolare Cinese, nessuno dalle parti di Londra si sarebbe premurato di “prevenire” commenti politici su Washington. E questo rende ancora più intollerabile lo zelo profuso nei confronti di Pechino.
Prendendo atto del diverso atteggiamento del Coni, che fa onore al nostro paese, ritengo che il nostro governo debba approfondire due profili della vicenda di significato propriamente politico, su cui presenterò quest’oggi una specifica interrogazione.
Sul primo fronte, il nostro governo dovrebbe urgentemente verificare, in sede U.E, se e in che misura sia legittima una esplicita censura preventiva, in violazione della libertà di opinione e di espressione, da parte di una autorità pubblica europea.
Sul secondo fronte, occorre capire se siano ricevibili le sollecitazioni che provengono da parte delle autorità cinesi per un “controllo politico” sulle delegazioni straniere (non solo sportive, ma anche giornalistiche) che saranno in Cina per il prossimo evento olimpico. Temo che su questo scandalo il problema non stia solo Londra, ma soprattutto a Pechino.

Roma 11 febbraio 2008

Il testo dell’interrogazione

Interrogazione urgente al Ministro degli Esteri

Per sapere, premesso che

la notizia degli impegni fatti sottoscrivere agli atleti da parte del Comitato olimpico britannico (“niente commenti su questioni politicamente sensibili”) gettano una luce funesta sul prossimo evento olimpico;

almeno due profili della vicenda mostrano un significato propriamente politico:  il primo profilo riguarda l’iniziativa del Comitato olimpico britannico, nel quadro della normativa europea; il secondo, che è il più rilevante, riguarda le pressioni che, su questo tema, sono operate da parte delle autorità di Pechino;

– se intenda operare in sede U.E per verificare in che misura sia legittima una esplicita e preventiva censura, in violazione della libertà di opinione e di espressione, da parte di una autorità pubblica europea nei confronti dei cittadini di uno stato membro;

– se una censura di questo tipo possa essere burocraticamente autorizzata in base ad una norma della Carta del Cio, che si limita a impedire “manifestazioni e attività di propaganda nei siti olimpici”;

– se possa escludere che da parte delle autorità cinesi siano state avanzate, ufficialmente o ufficiosamente, richieste ai paesi membri del Cio per un “controllo politico” sulle delegazioni straniere (non solo sportive, ma anche giornalistiche) che saranno a Pechino per il prossimo evento olimpico.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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