La strana storia dei cavi tagliati che hanno isolato il Medio Oriente da Internet

di Paolo Martini

Sarebbe "un’ancora trascinata da una nave nel Golfo Persico" la causa della rottura di uno dei cavi sottomarini danneggiati la settimana scorsa interrompendo le comunicazioni via Internet . Lo ha annunciato Flag Telecom, società proprietaria del cavo Falcon, il primo di una serie di cavi sottomarini tagliati in meno di una settimana. Una vicenda che ha portato alla quasi paralisi del traffico internet in quasi tutto il Medio Oriente, dall’Egitto all’Iran, e fino all’India. E che è iniziata con una piccola notizia di agenzia, ed è diventata oggetto di attenzione di tutta la stampa internazionale.

“Uno è un incidente, due un indizio, tre è sabotaggio”, hanno cominciato a scrivere i blogger quando i cavi tranciati nell’area sono arrivati a 4. Il quarto collegava il Qatar agli Emirati Arabi Uniti, ed il black-out è stato annunciato dalla compagnia telefonica del Qatar QTel.

Per il primo la spiegazione ufficiale di Flag Telecom è che “un’ancora di una nave del peso di cinque o sei tonnellate ha tranciato il cavo posto al largo di Alessandria”.

Il primo a mettere insieme gli incidenti è stato Wayne Madsen, di Waynemadsenreport.com, che raccontava nel suo sito che problemi con i cavi sottomarini ci sono stati anche in passato, ma mai con una sequenza così evidente. A metterli in rete in italia è stato il blog Come Don Chisciotte: “La storia dei cavi sottomarini che erano parte del Sound Surveillance System (SOSUS) [sistema di sorveglianza sonora n.d.t.] della marina degli Stati Uniti, è istruttiva per distinguere tra incidenti casuali e sabotaggi. Il SOSUS era progettato per ascoltare i segnali acustici di sottomarini, in particolare dei sottomarini sovietici. Anche esso ebbe la sua parte di cavi tagliati, non tutti a causa di incidenti. Il fatto che tre cavi a servizio del Medioriente siano stati tagliati in così rapida successione è un indizio che i tagli non sono stati causati da ancore o da altri tipi di incidenti. La rete atlantica SOSUS subì tre grossi tagli di cavi sottomarini negli anni 70 e 80. Il primo fu nella base della marina di Lewes, Delaware nell’inverno del 1976-77. A causa del rigido inverno e del congelamento del fiume Delaware un certo numero di navi dirette a Philadelphia si ancorarono a largo della costa atlantica del Delaware in attesa che il ghiaccio si sciogliesse. L’ancora di una nave venne trascinata e finì per colpire il cavo SOSUS dello stabilimento di Lewes. I 2 successivi tagli di cavi non furono incidenti. Il cavo islandese che collegava Hofn nell’Islanda orientale alla stazione navale di Keflavik fu tagliato nel 1979. Allora fonti dell’intelligence navale sospettarono di un “peschereccio” sovietico, cioè una nave dell’intelligence camuffata da pesca a strascico, che avrebbe usato un “aratro” sottomarino armato di lama per tagliare il cavo. In quel periodo i sovietici erano impegnati in un grande numero di esercitazioni navali ad alta saturazione nei mari norvegese e di Barents”, racconta Madsen.

E dunque quale sarebbe il motivo di queste interruzioni? “Dopo che George W. Bush, durante il suo recente viaggio in Israele, si è impegnato affinché gli Stati Uniti facciano guerra all’Iran, la tempistica dei tre successivi tagli di cavi in altrettanti giorni è altamente sospetta. La dottrina neocon e i pianificatori politici del Dipartimento della difesa si sono concentrati nel compiere “guerre di informazioni” come parte dei piani di “operazioni informative”. Questi includono l’imposizione di “embargo tecnologici” contro le nazioni prese di mira in tempi di aumentate tensioni o di guerra totale”, spiega il blogger.

Poi è arrivato anche Alex Jones con il suo Prison planet, che ha scritto: l’Iran è stato completamente isolato dal blackout, e “la cosa interessante è che l’interruzione non ha colpito Israele e gli Stati Uniti. “Quante sono le probabilità di questi eventi?” “A chi giova?” si chiede Richard Sauder sul blog Crimes and Corruptions: “Vediamo. Riavvicinamenti iraniani: i recenti mesi hanno portato segni di un crescente riavvicinamento tra l’Iran e l’Egitto”. “Quale nazione non gradisce ciò e ha sottomarini che potrebbero tagliare i cavi? Perché farlo? Danneggiare fortemente gli affari Internet come rappresaglia? Oppure tutto ciò è pensato per qualcosa di più? Notate che Internet sta funzionando bene in Israele”. E ancora Mike Rivero di What Really Happened scriveva anche che il sabotaggio dei cavi potrebbe “presagire l’inizio di una nuova crociata imperiale neocon”. A scrivere della vicenda è stato anche Ian Brockwell, “esperto di politica, cambiamento climatico e rapporti sugli Ufo”, come dice la sua biografia. Un suo commento apparso su American Chronicle si chiedeva se non fosse un messaggio sottinteso per il regime iraniano, per far capire ad Ahmadinejad che le comunicazioni del suo paese possono essere facilmente colpite, o forse anche un test in vista di un atto più serio. “Anche la Russia ha avuto problemi analoghi su internet durante gli stessi giorni. Può essere un’altra coincidenza?”.

La diffusione delle “Conspiracy theories” è finita anche su giornali autorevoli. Il Times on line dava conto del mistero dei cavi tranciati, e raccontava che fonti della Flag Telecom smentivano – in condizioni di anonimato – la spiegazione dell’ancora. E la realtà è invece “che non abbiamo affatto capito cosa sia successo”.

Per la verità un autorevole quotidiano in lingua inglese degli Emirati Arabi, il Khaleej Times, smentiva la tesi dell’ancora già il 3 febbraio scorso. E a smentire la versione era stato anche il governo egiziano il 4 febbraio scorso, come hanno riportato tutti i quotidiani internazionali Leggi l’articolo

All’ancora per la verità non ci credeva nemmeno il blogger “What would Jesus do?”, che commentava la tesi con un secco: “Ancorami il culo”. Più razionalmente Futurismic scriveva qualche giorno fa che forse tutte e due le spiegazioni – quella dell’ancora e quella della cospirazione – sono inadeguate a spiegare quello che è successo.

Fonte – Radioradicale.itCC 2.5 ITA

 


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