Verità e giustificazione. L’argomento di Robert Brandom

Di Luigi Pavone

Consideriamo l’argomento di Brandom (1976) riproposto da Marconi in «Appendice» al suo ultimo libro (Per la verità 2007, pp. 161-162). L’argomento sostiene la possibilità per due proposizioni di essere giustificate nelle stesse circostanze senza per ciò stesso essere vere nelle stesse circostanze. Tale possibilità esclude l’identificazione del concetto di verità al concetto di giustificazione. Brandom ci invita a considerare i seguenti due enunciati:

1) Sposerò Maria
2) Prevedo che sposerò Maria

1) e 2) sembrano avere le stesse condizioni di giustificazione, dal momento che «non ci sono circostanze in cui possa aver ragione di dire che prevedo di sposare Maria ma non di dire che sposerò Maria» (ivi, p. 162). Ed è d’altra parte evidente che le circostanze che rendono vera 1) non sono le stesse che rendono vera 2), infatti «se per i casi della vita poi capita che non sposi Maria – mettiamo che la sfortunata Maria muoia un mese dopo l’asserzione di 1) o di 2) – 1) risulta, a quel punto, falso; mentre 2) resta vero, perché avevo effettivamente previsto (sbagliando) che avrei sposato Maria» (ibid.). Sennonché, non è così evidente che 1) e 2) abbiano le stesse condizioni di giustificazione. Quando si afferma che 2) ha condizioni di verità diverse da quelle di 1), il performativo (prevedo che) di 2) è preso come parte integrante del suo significato. All’opposto, quando si afferma che 2) ha le stesse condizioni di giustificazione di 1), il performativo sembra non essere incluso nel significato di 2), o, in alternativa, il significato di 1) sembra includere l’esplicitazione del performativo in cui consiste l’atto del dire o dell’asserire (in altre parole, l’enunciato 1) è assunto come l’enunciato 1a) “dico che sposerò Maria”), anche se in questo caso l’identificazione delle condizioni di giustificazione è ancora dubbia (qualcuno potrebbe essere affetto da una strana sindrome cognitiva per la quale gli è precluso l’atteggiamento del prevede, così che egli è perfettamente in grado di dire p, ma non di prevedere p, ed è quindi perfettamente possibile aver ragione di affermare 1a) senza per questo aver ragione di affermare 2)).


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