Prossima fermata Roma Malagrotta

L'immagine “http://www.carmillaonline.com/archives/Discarica1.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.Da Il Velino del 25 gennaio 2008

Roma, 25 gen (Velino) – Nel Lazio al contrario che nel resto del paese, vi è un maggior uso, in percentuale, dello smaltimento in discarica: mentre in Italia lo smaltimento in discarica è pari al 22 per cento nel Lazio è al 25,7 per cento, oltre tre punti percentuali in più. I dati arrivano dal Rapporto Italia 2008 dell’Eurispes e mettono in evidenza la difficile situazione che vive il paese per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti. Situazione che però mostra, a giudizio dell’Eurispes, come il Lazio si avvicini maggiormente alle regioni meridionali piuttosto che alle regioni del Nord, dove insistono il maggior numero di impianti di smaltimento tecnologici. Per il nuovo impianto di gassificazione di Malagrotta, quasi concluso, non è stato svolto nessuno studio di Valutazione di Impatto Ambientale, come del resto è accaduto per gli altri impianti presenti sul territorio nazionale.

MALAGROTTA: LA DISCARICA PIÙ GRANDE D’EUROPA – Con un’area di 240 ettari, Malagrotta è una delle aree più a rischio d’Italia per la complessa situazione ambientale. Nella discarica vengono smaltiti i rifiuti del Comune di Roma, degli aeroporti di Fiumicino e di Ciampino e della Città del Vaticano. Riceve annualmente, in media, 1,3 milioni di tonnellate di Rsu, 150mila tonnellate di Rsu assimilabili agli urbani e circa 140mila tonnellate di fanghi di depurazione provenienti da impianti di smaltimento di liquami urbani. La discarica di Malagrotta presto sarà satura: la quasi totalità dei rifiuti del Lazio finisce infatti in questo sito. Ogni giorno arrivano in questo sito tra le 4.500/5.000 tonnellate di rifiuti. Nella provincia di Roma sono prodotti circa 1.600.000 t/anno di rifiuti solidi urbani e 2.300.000 t/anno nell’intera regione. I princìpi guida definiti dalla legislazione comunitaria, nazionale e regionale prevedono come priorità la minore produzione dei rifiuti ed il riciclo dei materiali, usando le discariche solo alla fine del percorso del trattamento dei rifiuti. Lo smaltimento dei rifiuti urbani, da parte dei 119 Comuni della provincia, invece, avviene solamente mediante discariche. Nel territorio ve ne sono quattro (Malagrotta, Albano, Bracciano e Guidonia), ma di fatto Malagrotta è la discarica di Roma. Un onere che al Comune costa circa 70 miliardi di vecchie lire l’anno. (segue)

LAZIO: DA 8 ANNI È EMERGENZA RIFIUTI – Dal 1999 il territorio di Roma e provincia è in stato di emergenza. Nel 2005 sono state autorizzate due Ordinanze per l’allargamento della discarica verso l’abitato e la costruzione di un gassificatore dei rifiuti all’interno della discarica stessa. Attualmente a Malagrotta è in costruzione un gassificatore, circostanza che ha provocato una decisa ma vana opposizione da parte della popolazione locale.

LE CONSEGUENZE SULL’AMBIENTE – L’area a ridosso della discarica di Malagrotta, è fra le diciotto aree nazionali a rischio a causa dell’elevata concentrazione di attività industriali che, unitamente al processo di urbanizzazione, hanno determinato le condizioni per un progressivo decadimento della qualità ambientale tanto da rendere necessario ed urgente l’avvio di un programma complessivo di risanamento. Molti di questi danni sono riconducibili alla presenza della discarica, come ad esempio il danno da percolato che, penetrato nel suolo, è arrivato sino alla falda, inquinandola. Un altro danno associato alla presenza della discarica è la formazione di biogas (miscela di gas infiammabili, tossica e di odore sgradevole) non opportunamente trattato. Ogni tonnellata di rifiuti produce dai 100 ai 200 metri cubi di biogas e le circa 4.500 tonnellate di rifiuti che arrivano ogni giorno in discarica producono (sempre giornalmente) circa 30.000 metri cubi di biogas. Esiste poi il problema delle colline che, sotto il peso dei rifiuti, ogni anno si abbassano di oltre un metro formando dei laghetti di acqua piovana. (segue)

MALAGROTTA, CASO EMBLEMATICO DELLA SITUAZIONE NAZIONALE? – Nell’area metropolitana di Roma solo nel 2003-2004 il conferimento in discarica è aumentato del 6 per cento, un valore superiore alla media nazionale. In Italia invece sono stati registrati: una forte riduzione dello smaltimento in discarica, passato dal 72,4 per cento del 2000 al 53,5 per cento nel 2003, l’incremento del trattamento meccanico biologico dei rifiuti indifferenziati, che dal 10,3 per cento del 2000 passa al 22,2 per cento del 2003, e l’aumento del compostaggio da matrici selezionate, che nel 2003 raggiunge l’8,1 per cento del totale gestito. La quota di rifiuti avviati ad incenerimento è lievemente in crescita, pur non raggiungendo ancora i livelli europei.
(Alessandro Sperandio)


Comments are closed.