Per la verità

Un libro che i Radicali dovrebbero leggere

Di Luigi Pavone

Non c’è dubbio, almeno dal mio punto di vista, che la politica dei radicali, specie le proposte che, come l’abolizione della pena di morte, o l’affermazione del diritto di tutti i popoli alla democrazia, hanno portata planetaria, sia fortemente indebolita dalla assenza di un solido background filosofico in grado di incorporare temi correlati come quelli della verità e del relativismo (questo dipende in larga parte da una struttura ideologica che rende difficilmente immaginabile il ruolo che un intellettuale potrebbe giocare oggi nell’ambito della cultura radicale).

Dalle pagine di Generazioneelle – che però fa fatica a diventare ciò che vuole essere, e cioè non soltanto un luogo di militanza politica che funga da trampolino di lancio per giovani intraprendenti, ma molto più ambiziosamente un luogo di rinnovamento culturale per l’area radicale – ho in diverse circostanze richiamato l’attenzione sul disagio del relativismo etico professato dai radicali (si veda p. es. la mia lettera aperta a Marco Pannella, «Il disagio del relativismo. Lettera aperta a Marco Pannella e a tutti i radicali sulla pena di morte»). Che il disagio ci sia, e sia politicamente influente, in modo negativo, lo si vede da certe affermazioni di Pannella – indiscusse, e quindi, suppongo, condivise dalla maggioranza dei radicali – sul diritto alla democrazia come diritto «naturale» e «storicamente acquisito». Sennonché, «com’è possibile distinguere ciò che è storicamente acquisito da ciò che non lo è? com’è possibile parlare di acquisizione storica come fonte di legittimazione etica senza cadere in una forma di “fallacia storicistica”? com’è possibile parlare di acquisizione storica come fonte di legittimazione etica senza poter contare su una qualche versione forte (metafisica) del concetto di “progresso”?» (ibid.). I problemi a cui rinviano questi interrogativi sono stati affrontati nell’ultimo libro di un filosofo italiano di tradizione analitica, Diego Marconi, Per la verità (2007). In esso è lo sforzo – lo stesso che dovrebbe caratterizzare la riflessione politica radicale – di superare l’aut-aut della dicotomia relativismo/assolutismo etici. In questo sforzo il libro non concede molto al relativismo etico. Al contrario, credo che nella direzione di un «fondazionalismo non-dogmatico» («Il disagio del relativismo») al relativismo etico siamo costretti a concedere qualcosa di più.

Diego Marconi, Per la verità, Einaudi, Torino 2007, 172 p., € 10,00


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