500 mila palline vi seppelliranno

(Ansa)Di Marco Paolemili

Graziano Cecchini torna parlare a Roma attraverso la sua arte geniale e provocatoria. Uno scandalo che il Sindaco buonista non apprezza perchè troppo vera

Graziano Cecchini è tornato sulla scena, questa volta per la Barcaccia di Piazza di Spagna non ha utilizzato solo il rosso, anche se questo colore, il colore della denuncia, rimane prevalente. Il tema anche questa volta è importante, più importante della cultura prezzolata della Festa del Cinema. Il neofuturista parla con i giornalisti della situazione rifiuti in campania e punta il dito verso gli ambientalisti, i veri grandi colpevoli dell’arretratezza economica e del mancato smaltimento dei rifiuti.

"Questa mattina qui hanno ritirato l’immondizia tre volte mentre ci raccontano che non è possibile costruire termovalorizzatori quando in Germania esistono inceneritori al centro della città", "chi sono i veri camorristi? Sono coloro che dicono no alle nuove tecnologie. Con l’arte voglio ribadire anche questo". Con l’arte Cecchini catalizza l’attenzione, lo fa alla maniera futurista, che non è molto diversa dalla maniera radicale. La sua grandezza non sta nel mandare un messaggio che tutti conosciamo, sta nelle forme di comunicazione che usa. E’ un linguaggio forte, sicuramente invadente. E’ grande perchè è originale e perchè è libero.

Roma è violentata frequentemente dal suo Sindaco aspirante Premier, per la sua propaganda personale ha deturpato l’Altare della Patria con un orribile ascensore, ha inferto una cicatrice alla città con la brutta costruzione (non brutta perchè moderna, antico e moderno insieme possono essere spettacolari assieme) dell’Ara Pacis. E queste sono opere di propaganda, come quelle di Cecchini, pagate con i soldi dei Romani e che restano indelebili, a differenza di quelle neofuturiste.

Vorrei che l’arte scandalosa e comunicativa di Graziano Cecchini tornasse a colorare Roma mille e mille volte, vorrei che iniziative come questa si sostituissero alla Feste veltroniane, ai concerti gratis e allo sfruttamento delle risorse della città a scopi di propaganda personale.

Ci vorrebbe poi un bel nastro rosso sulla bocca dell’Assessore comunale alla sicurezza Jean Leonard Touadi che grottesco e patetico con il suo capo non trova nient’altro da dire che: "La ricerca di pubblicità a spese dell’immagine di una città non è divertente. Certo, se uno fa le cose una volta e non accade nulla si permette di rifarlo, soprattutto se diventa un eroe e viene accolto in tutte le tv". Se questo vale per l’ultimo dei suoi cittadini deve valere anche per il Primo.


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