Papa alla Sapienza: Della Vedova, Censori di Benedetto XVI nemici della ’società aperta’

Occorre escludere dal dibattito solo chi usa la minaccia e la violenza, non chi porta argomenti che si possono criticare

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia

I rapporti problematici e controversi tra fede e razionalità scientifica sono un tema politicamente sensibile. Ma la dimostrazione di arroganza e di impotenza dei “censori” del Papa non aiuta, bensì compromette la possibilità di discutere.
Difendere la presenza del Papa alla Sapienza e il suo diritto di discutere criticamente i contenuti e le conseguenze del progresso scientifico significa difendere il principio fondamentale della “società aperta”. Una società libera non ammette né che la ricerca scientifica sia “proibita” in omaggio alla religione, né che la libertà di critica sia “interdetta” per rispetto e ossequio della scienza.
Trovo francamente sconfortante che gli scienziati della Sapienza non accettino che si può escludere o espellere dall’Università solo chi vi si presenta usando le armi della minaccia e della violenza, e non chi partecipa alla discussione usando argomenti che si possono, allo stesso titolo, criticare o contestare.

Roma, 15 gennaio 2008


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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