Lavoro: Della Vedova, Non si lasci cadere la proposta di Ichino, ridiscutere l’art. 18

Necessario che la politica mostri lo stesso coraggio del giuslavorista milanese

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia

Penso che l’editoriale pubblicato quest’oggi sul Corriere della Sera da Pietro Ichino meriti una risposta politica. Non è credibile che la discussione sull’art. 18, come architrave di un sistema del lavoro irrimediabilmente “duale”, trovi faticosamente cittadinanza sul piano scientifico e accademico, ma continui a rimanere un tabù politico.
Sul piano giuridico e sociale, la necessità di aprire alla flessibilità mantenendo una parte del mercato del lavoro “blindata” dall’art. 18, ha reso ancora più sbilanciato il meccanismo delle tutele per i lavoratori, senza migliorare l’efficienza del sistema.
Non solo dal punto di vista sociale, ma anche dal punto di vista economico, si impone il passaggio ad un sistema di welfare fondato su un istituto “universale” e non discriminatorio e ad un diritto del lavoro fondato su un “contratto standard” unico e generalizzabile. La politica dovrebbe mostrare lo stesso coraggio (non solo intellettuale) di Pietro Ichino, non lasciare cadere la sua proposta come se si trattasse di una provocazione, a cui sarebbe imprudente rispondere.

Roma, 14 gennaio 2008


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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