Il rischio fiscale aggrava il rischio finanziario e compromette la fiducia dei lavoratori. Il fallimento del sindacato.

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:

Uno degli effetti perversi delle continue minacce di tassazione del risparmio, e più in generale della criminalizzazione ideologica degli strumenti finanziari, è – come ieri ha anticipato il Sole 24 ore –  il risultato deludentissimo della raccolta dei fondi pensione negoziali (il 23%), che non consentirà neppure di avvicinare l’obiettivo dichiarato dal Governo del 40% di adesioni complessive, considerando anche le altre forme di previdenza complementare (fondi aperti, PIP…).
Oltre alla crisi generale delle borse, ai dubbi sull’efficienza dei gestori e all’agguerrita concorrenza di altre forme di previdenza complementare, sulle scelte dei lavoratori ha pesato un vero e proprio “condizionamento politico”.
La demagogia fiscale del Governo ha affossato i fondi negoziali. Il “rischio fiscale” che la propaganda governativa non ha smesso neppure un giorno di agitare contro le cosiddette “rendite” ha aggravato il rischio finanziario dei fondi pensione e ha compromesso la fiducia negli investitori. Il fatto che sui fondi pensione vi siano, ancora, forme di tassazione favorevole non può trarre in inganno nessuno. Anche se sui fondi negoziali le aliquote rimanessero inalterate, l’aumento della pressione fiscale sugli altri strumenti finanziari comporterebbe una riduzione dei rendimenti dei fondi (che su quegli strumenti comunque investono) e dunque una perdita secca per i lavoratori.
Infine: il fallimento dell’adesione ai fondi negoziali rappresenta un fallimento del sindacato che su questo tanto – a parole – aveva investito. Una ragione in più per rivedere una legislazione che discrimina i fondi pensione aperti.

Roma, 13 gennaio 2008