La resa ai sindacati

di Benedetto Della Vedova, da Il Giornale del 5 gennaio 2008, pag.1

I salari italiani sono bassi e la pressione fiscale è soffocante. Nella conferenza stampa di fine anno, anziché interrogarsi sulle cause sistemiche del ristagno degli stipendi e sulla necessità di ridurre l`elefantiaca spesa pubblica, Romano Prodi ha proposto un «patto» ai sindacati: una «riduzione fiscale» a ciascun lavoratore dipendente per appesantire la busta paga. E da qualche mese che irappresentanti sindacali, Epifani prima e Bonanni poi, lo rivendicano. Chiamiamo la cosa per ciò che è: un «aiuto di Stato», una misura redistributiva in favore dei lavoratori dipendenti (e indirettamente delle aziende), e in sfavore degli altri contribuenti (che farebbe il paio con l`aumento della tassazione sulle attività finanziarie, cioè sul risparmio). Di questo si tratterebbe: di discriminazione fiscale, altro che riduzione.
Le tasse vanno ridotte in generale, perché soffocano l`economia e mortificano il lavoro, dipendente e autonomo; perché finanziano una spesa pubblica largamente inefficiente e superflua.

La richiesta sindacale non è un taglio delle tasse. È un contributo statale a favore di una categoria e a carico delle altre; è la volontà implicita di modificare la Costituzione, imponendo a ciascuno di contribuire non in base al reddito ma allo status professionale: meno se si è dipendenti, più se si è autonomi. E la resa del sindacato, che chiede allo Stato quanto non sa più «contendere» alle aziende: la monetizzazione dei guadagni di produttività (ovunque vi siano) facendo così pressione perché si punti continuamente su investimenti e ricerca dell`efficienza.

La strategia concertativa è opposta: avere come interlocutore unico il governo, a cui chiedere un intervento keynesiano di sostegno delle retribuzioni in cambio della pace sociale e magari di un ammorbidimento sul rinnovo dei contratti. Un sindacato coraggioso rifletterebbe invece sulla inefficienza della contrattazione e della normativa sul lavoro e accetterebbe una sfida: rinunciamo al totem del contratto collettivo nazionale e a qualche rígídítà del mercato del lavoro (giacché il basso livello dei salari è” dovuto anche alla poca flessibilità, che implica il costo di una sorta di premio assicurativo) e leghiamo davvero le retribuzioni ai guadagni di produttività, spostando radicalmente il baricentro delle relazioni industriali verso il livello aziendale. In cambio si potrebbe chiedere un sistema di ammortizzatori sociali efficace e robusto. Contestualmente discuteremo di tasse: non «sul lavoro dipendente» ma «sul lavoro e sull`impresa».

Si assiste nel mondo ad un trend di crescita dei profitti non accompagnato da un eguale andamento dei salari: da anni la quota d`incremento della produttività catturata dal lavoro diminuisce a favore di quella acquisita dal capitale. Invece che chiedere interventi redistributivi allo Stato, il sindacato dovrebbe, oltre che fare il possibile per ribaltare o attutire la tendenza, porsi il problema di come sostenere la trasformazione del reddito dei lavoratori da «puro» salario a ricchezza più variegata, che includa i redditi da capitale. Una quota interessante delle attività finanziarie italiane proviene già oggi dal risparmio familiare, ma il fenomeno va assolutamente incentivato, promuovendo una maggiore propensione verso investimenti diversi dall`immobile. Una fetta troppo elevata del surplus
familiare italiano, infatti, va nella casa, creando il paradosso di famiglie forti nel patrimonio e debolissime nel reddito.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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