Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:

“La prova di forza che il sindacato sta ponendo in essere in questi ultimi giorni è l’ennesima dimostrazione del suo fallimento.
In cambio dello status di interlocutore pressoché unico del governo, i rappresentanti sindacali hanno completamente rinunciato ad una competizione vera con le aziende, dalle quali dovrebbero pretendere maggiori investimenti  e a cui dovrebbero “contendere” la monetizzazione dei guadagni di produttività.

Un sindacato coraggioso accetterebbe invece una sfida per il futuro: rinunciare alle costose  garanzie del contratto collettivo nazionale e del rigido mercato del lavoro, spostando radicalmente il baricentro delle relazioni sindacali verso il livello aziendale e dando vita ad un sistema di ammortizzatori sociali davvero efficace e robusto.

Epifani, Bonanni e Angeletti hanno scelto una strada opposta: invocano un “aiuto di Stato” in favore dei lavoratori dipendenti, da finanziarsi con il sempreverde tesoretto (ossia, inevitabilmente, con le tasse di imprese e autonomi) o con l’aumento della tassazione sul risparmio. Il tutto in cambio della “pace sociale” e magari di una posizione più morbida sul rinnovo dei contratti. Sarebbe, quella dell’intervento statale, una strategia dai risultati illusori: non è spartendosi la miseria, ma creando le condizioni di una maggiore ricchezza, che si potranno aumentare i salari.”