L’anno prossimo deficit in aumento

Intervista a Benedetto Della Vedova di Barbara Alessandrini
Da L’Opinione del 19 dicembre 2007

Una Finanziaria che sembra la torta della nonna. Partita in Cdm da 11 miliardi di euro, dopo il passaggio al Senato che l’ha vista lievitare a 13 miliardi, è arrivata a 16,3 miliardi. E Benedetto Della Vedova lancia l’allarme deficit già per il prossimo anno.

Come sono aumentate le spese della manovra?
E’ inutile l’esame delle misure una per una. Alcune sono positive, decine e decine sono micromisure clientelari: Cento milioni di qua cento di là. Il fatto è che questa manovra è vergognosa per un paese come l’Italia. Non è un caso che la Spagna ci superi per Pil pro capite. Il problema non è tanto una manovra lievitata ad ogni passaggio in aula quanto ciò che è accaduto ai due decreti tesoretti. Per cui la manovra iniziata in luglio si è trasformata in una manovrona volta ad aumentare la spesa pubblica in modo dissennato.

Il tesoretto era un tesoro…
Si è buttata alle ortiche un’occasione per intervenire sfruttando la favorevole tendenza economica e le cospicue entrate fiscali e azzerare il deficit. Invece si sono aumentate le spese e utilizzate tutte le risorse. E l’anno prossimo, secondo le previsioni fate dal Senatore Mario Baldassarri per il centro studi Economia Reale, ci si troverà di nuovo con l’emergenza conti pubblici.

A noi. Qual è la tendenza dei conti pubblici?
Avremo un deficit più alto di quello previsto. Mentre a luglio l’obiettivo del Dpef era di arrivare ad un rapporto deficit/pil intorno al 2,50 per il 2007 e al 2,20 nel 2008, il rischio è che per il 2007/2008, a causa della manovra finanziaria del governo Prodi e della minore crescita del Pil, il rapporto deficit/pil sfiori il 3%. Il che è molto grave se si considera che il governo nel settembre 2007 dava una crescita di 1,50.

Come si coprirà questa esondazione della spesa?
Ci sarà bisogno di una correzione e, a meno che non si verifichi un boom di entrate, si arriverà ad un ulteriore inasprimento della pressione fiscale.

Il sottosegretario al ministero dell’Economia, Alfiero Grandi, ha difeso la manovra sostenendo che si tratta di “un testo ampio che pone il problema, ancora irrisolto, di interrompere le finanziarie mostre e lavorare ad un loro snellimento lasciando ad atti successivi gli interventi minori”.
Già, peccato che questo non sia successo. Si sarebbe potuta seguire un’impostazione che realizzasse una finanziaria snella, inizialmente si trattava di un articolo e un migliaio di commi, mentre il testo finale è costituito da 3 maxi emendamenti e i commi sono rimasti gli stessi. Se questa era l’intenzione il risultato è pessimo.

L’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha attaccato la rata sui mutui che ha definito “un colossale regalo fiscale alle banche”. E’ d’accordo?
Quando si parla di banche, il problema è la concorrenza, l’ antitrust, la Banca d’Italia e il parlamento non deve operare interventi di natura discriminatoria. Il legislatore e l’esecutivo devono prosciugare l’acqua delle posizioni di rendita, la mancanza di concorrenza e di informazione. Ma astenersi anche da interventi sulle banche.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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