Dalai Lama: Della Vedova, Prodi ha difeso la ‘ragione di stato’ di Pechino, non quella italiana e europea

Tutti d’accordo, nel Governo Italiano?

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e Deputato di Forza Italia

Prodi ha giustificato il mancato incontro con il Dalai Lama spiegando che il cedimento agli ordini di Pechino ubbidiva alla “ragione di stato” e rispondeva agli interessi del nostro paese. Il problema è che così ha difeso la ragione di Stato di Pechino, non quella italiana e europea. Non è sbagliato, ovviamente, il richiamo al realismo politico. E’ sbagliato pensare che il realismo suggerisca di compiacere Pechino, e non invece di lavorare per l’evoluzione politica di quella che si accinge a contendere agli Usa lo scettro di prima potenza economica, politica e militare del pianeta.
Proprio la ragione di stato ha spinto, prima di Prodi, i presidenti statunitense, canadese, tedesco e austriaco a incontrare il Dalai Lama. Proprio la ragione di stato spinge a individuare nella Cina, così come oggi è, uno dei maggiori pericoli per gli equilibri internazionali, e a sfruttare politicamente l’occasione fornita dall’aumento degli interscambi economici e commerciali, che Pechino non può affatto interrompere per ritorsione contro le pressioni politiche dell’Occidente, proprio perché vi lega i suoi straordinari tassi di crescita.
Anche sui temi della politica internazionale, Prodi si dimostra il rappresentante ideologicamente esemplare della commistione fra politica e affari. Da boiardo, serviva politicamente i suoi padrini politici. Da premier, pensa che il suo compito, rispetto ad uno dei dossier più scottanti della politica internazionale, sia unicamente quello di servire gli interessi economici immediati di alcune aziende che ricevono commesse dirette da Pechino. Dai Ministri del Governo Prodi,  nessuna osservazione?

Roma, 17 gennaio 2007


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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