Comico gioco delle parti nel maggiore partito della sinistra italiana.

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e Deputato di Forza Italia

E’ molto positivo che, da Veltroni al plenipotenziario Bettini, i vertici del PD oggi non abbiano mancato di omaggiare la figura del Dalai Lama e di illustrare l’importanza del suo ruolo di anima “nonviolenta” della causa tibetana.
Anche sul dossier Cina, però, il “nuovo” Partito Democratico sembra comportarsi con la doppiezza del vecchio PCI. Se i vertici del PD avessero chiesto ai vertici del Governo, a partire dal Presidente del Consiglio e dal Ministro degli esteri (anch’essi, non casualmente, del PD) di dare concretezza politica a queste posizioni pro-Dalai Lama, avrebbero aggravato il cronico imbarazzo dell’esecutivo nei confronti di Pechino. E quindi, come è noto, nulla hanno chiesto. Neppure di evitare questo ridicolo “fuggi fuggi” e questa umiliante condiscendenza alle accuse che con cadenza quotidiana Pechino riversa contro il Dalai Dama. Così da giorni assistiamo al comico spettacolo di un PD di lotta che parla “tibetano” e di un PD di Governo che parla “cinese”.
Se invece dal PD fosse arrivata qualche richiesta esplicita al Governo, suonerebbero meno paradossali l’odierno entusiasmo della Melandri per il “femminismo” del Dalai Lama e la promesse di Bettini per la proiezione di documentari sul Tibet nella prossima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Roma, 14 dicembre 2007