Da Governo necessario un Sì o No chiaro. Il Parlamento lo accolga nel cuore della democrazia italiana

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia

Negli ultimi mesi tre paesi del G8 (Usa, Canada e Germania) si sono coraggiosamente esposti nei confronti di Pechino per i riconoscimenti e l’accoglienza riservati al Dalai Lama e alle sue parole di pace, nonviolenza e riconciliazione nazionale. La cancelliera Merkel anche negli ultimi giorni ha ribadito di giudicare politicamente intollerabile e controproducente l’ostracismo nei confronti del Dalai Lama. Eppure la Germania è il primo paese UE per interscambio commerciale, export e investimenti diretti nei confronti della Cina.
Le proteste di Pechino erano prevedibili e scontate e lo sarebbero, a maggiore ragione, se il Dalai Lama fosse ricevuto dal Presidente del Consiglio o potesse, come hanno richiesto 165 parlamentari, intervenire nell’Aula di Montecitorio.
L’Italia deve scegliere anche su questo il campo delle democrazie liberali. Il Governo non può derubricare la questione a “problema diplomatico”. Deve dire un Sì o un No pienamente politico. Al di là delle responsabilità del Governo, la nostra richiesta rivolta alla sensibilità del Presidente Bertinotti rimane quella di portare la persona e la voce del Dalai Lama nel cuore della democrazia italiana, cioè nel Parlamento della Repubblica.

Roma, 23 novembre 2007.