Dalai Lama: Della Vedova, De Simone e Luxuria sbagliano, Dalai Lama è figura politica

Anche i monaci birmani sono “figure religiose”: ma hanno animato una lotta politica

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia

Non capisco da cosa le colleghe Luxuria e De Simone traggano la convinzione che l’invito al Dalai Lama nasconda chissà quale cedimento sul principio della separazione tra religione e politica. L’invito al Dalai Lama, se Bertinotti accetterà di prevederne la presenza nell’Aula della Camera, sarebbe rivolto al leader morale e politico di un popolo, che nonostante decenni di persecuzioni si è tenuto alla larga da tentazioni terroristiche grazie alle parole di questo singolare “monaco buddista”.
Negare statuto politico alle parole del Dalai Lama potrebbe essere pericoloso, prima che sbagliato. Anche i monaci buddisti che animano la resistenza nonviolenta e democratica in Birmania sono “figure religiose”. Ma questo non ha impedito loro di animare una lotta democratica né ha impedito al mondo intero di riconoscerne il ruolo e i meriti politici.
Sarebbe paradossale che il principio della laicità delle istituzioni comportasse la preclusione del diritto di parola nell’Aula di Montecitorio.

Roma, 22 novembre 2007


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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