Anche i monaci birmani sono “figure religiose”: ma hanno animato una lotta politica

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia

Non capisco da cosa le colleghe Luxuria e De Simone traggano la convinzione che l’invito al Dalai Lama nasconda chissà quale cedimento sul principio della separazione tra religione e politica. L’invito al Dalai Lama, se Bertinotti accetterà di prevederne la presenza nell’Aula della Camera, sarebbe rivolto al leader morale e politico di un popolo, che nonostante decenni di persecuzioni si è tenuto alla larga da tentazioni terroristiche grazie alle parole di questo singolare “monaco buddista”.
Negare statuto politico alle parole del Dalai Lama potrebbe essere pericoloso, prima che sbagliato. Anche i monaci buddisti che animano la resistenza nonviolenta e democratica in Birmania sono “figure religiose”. Ma questo non ha impedito loro di animare una lotta democratica né ha impedito al mondo intero di riconoscerne il ruolo e i meriti politici.
Sarebbe paradossale che il principio della laicità delle istituzioni comportasse la preclusione del diritto di parola nell’Aula di Montecitorio.

Roma, 22 novembre 2007