Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia

I Radicali italiani stanno celebrando il terzo congresso nel segno di Prodi. Sarà probabilmente l’ultimo.

In primo luogo, perchè neppure Prodi può plausibilmente sperare di resistere per un altro anno a Palazzo Chigi. In secondo luogo, perché spero che i Radicali, caduto Prodi, riconsiderino nel complesso il quadro delle loro alleanze politiche e elettorali.
Penso che il congresso farà un bilancio della “scelta prodiana”: un bilancio che per me è, come era prevedibile ipotizzare, negativo sia per i Radicali che per il Paese. Comprendo le ragioni di lealtà che legano i Radicali Italiani al governo e che, con Prodi premier, avrebbero comunque impedito il loro “trasloco” all’opposizione. Ma dopo Prodi queste ragioni vengono meno e il dopo Prodi, per i Radicali, è tutto da costruire.
La scelta di Prodi fu basata su di un calcolo che si è rivelato sbagliato. Rifatti tutti i conti, nella prossima legislatura una “scelta berlusconiana” da parte dei radicali – che oggi dichiarano esplicitamente di puntare alla modernizzazione economica e sociale del paese, prima che “alle questioni laiche”- potrebbe essere assai meno azzardata nelle previsioni e molto più conveniente negli esiti.